Nel prestigioso contesto dei Martedì Letterari, al Casinò di Sanremo, Eleonora Puglia ha presentato il suo primo libro “Zucchero filato e fili d’acciaio“, un’opera che affonda le radici nella realtà e nelle vicende vissute. Il volume si configura come una raccolta di racconti brevi, prevalentemente al femminile, che esplorano una femminilità complessa, spesso lacerata e marginalizzata, lontana dagli stereotipi più diffusi. Un lavoro narrativo che non cerca consolazione, ma verità.
Le vicende narrate si muovono tra l’Europa più nascosta e un’America lontana dall’immaginario dell’“American dream”. Non skyline e successo, ma entroterra, difficoltà, analfabetismo e sopravvivenza, soprattutto per le donne. La scrittrice attinge a esperienze reali vissute durante i suoi anni all’estero, trasformandole in racconti che diventano denuncia sociale. L’autrice non nasconde una componente autobiografica, ma chiarisce che il cuore del libro è altrove: nel dare spazio a chi non ne ha mai avuto.
“Ho deciso di dare voce a storie vere, perché altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di venire alla luce”, ha spiegato l’autrice.
Elemento centrale dell’opera è una precisa presa di posizione artistica: “rifiutare il politicamente corretto” per restituire autenticità. “Credo che oggi l’arte sia troppo concentrata sul voler essere politicamente corretta, l’arte non deve esserlo”, ha detto.
Attrice, regista e ora scrittrice, Eleonora Puglia racconta un percorso artistico in evoluzione. Se la recitazione è stata il punto di partenza, la scrittura e la regia rappresentano oggi strumenti più completi per esprimere una visione personale: “Scrivere e stare dietro la macchina da presa ti permette di creare, di dar voce a un tuo pensiero”, ha concluso.
L’intervista integrale a Eleonora Puglia nel video servizio a inizio articolo.







