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Il Rotary Club Imperia in collaborazione con il Comune di Imperia e il Club Marathon Imperia, ha organizzato quest’oggi “Camminiamo insieme senza età”. L’appuntamento si è svolto in due parti: un incontro nell’auditorium del Museo Navale di Imperia e poi una passeggiata preceduta da una fase di riscaldamento per i partecipanti.

All’incontro nell’auditorium sono intervenuti Giacomo Pongiglione, cardiochirurgo, Carlo Serrati, neurologo e referente del progetto PREVE.D.I. e Lorenzo Mazzola, campione europeo master di marcia.

L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, ha riscosso un notevole successo di partecipazione.

Spiega il presidente del Rotary Club Imperia Domenico Muratorio: “Il Rotary da sempre ha sette aree di intervento, tra cui la salute. Esistono progetti rotariani amplissimi, come l’eliminazione della poliomielite dal mondo, ma esiste anche l’interesse molto più spicciolo. La prima medicina che si ha è camminare e non costa niente. Si può fare a tutte le età, specie nelle età meno giovanili, camminare aiuta moltissimo, come ci hanno spiegato i relatori di questo evento”.

Dice Giacomo Pongiglione: “Camminare occasionalmente si può fare, ma se uno vuol camminare per avere un’attività fisica migliore e stare bene deve coniugarlo con uno stile di vita appropriato. Non si può gozzovigliare e poi pensare che tutto vada a posto con una semplice camminata”.

Sottolinea Carlo Serrati: “Ci sono dei criteri che ormai sono condivisi e relativamente banali. A parte i criteri noti, come controllare pressione, glicemia, i parametri fondamentali, ce ne sono altri importanti. Oggi centriamo il primo fra questi obbiettivi che è l’attività fisica. Noi esseri umani siamo nati fondamentalmente per camminare e il camminare comporta una serie di vantaggi enormi per il cervello. Il camminare aumenta la produzione di un fattore di crescita nervoso, che si chiama Bdnf, che è protettivo sulla struttura cerebrale e quindi, di fatto, camminare in maniera moderata, si parla di 5mila passi al giorno, diventa un pro farmaco per il cervello.
Poi c’è il grosso tema della solitudine. Il nostro cervello è costruito per stare assieme al cervello degli altri e la solitudine fa male, è un fattore di rischio per moltissime malattie, fra cui l’ictus e la demenza. È nato anche da qui un progetto, che si chiama Preve.D.I, che vuol dire prevenire demenza e ictus. È un progetto Alcotra, che gestiamo con la Francia, dove stiamo valutando una serie di persone nelle famiglie in cui c’è stato un ictus. Nel versante italiano siamo arrivati a 800 persone sottoposte a screening e la cosa interessante è che non c’è n’è neppure una che non abbia un fattore di rischio. L’idea è intervenire per prevenire. Non aspettare i pazienti al pronto soccorso, ma intervenire sui cittadini”.

Spiega Lorenzo Mazzola, classe 1938: “Il mio segreto? Prima di tutto la fortuna, poi il fattore genetico e lo stile di vita. Non si è ancora capito quanto valga il fattore genetico e quanto lo stile di vita. Fatto sta che bisogna avere la fortuna di nascere con dei geni non troppo deteriorati. Io ci ho messo del mio, facendo attività sportiva tutta la vita. Ho incominciato a fare attività sportiva da bambino e ho praticato diverse attività sportive, compreso il pugilato, non per il piacere di dare e prendere botte, ma per la ginnastica pugilistica, che reputo sia una delle migliori forme di ginnastica, la più completa. Poi la corsa, la maratona e tutto quello che è il pianeta corsa. Per risparmiarmi le articolazioni sono passato poi alla marcia. La marcia agonistica mi ha dato delle soddisfazioni che sicuramente sono andate oltre le mie aspettative, perché non avrei mai immaginato di diventare campione europeo, con un’esperienza molto recente e limitata”.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Domenico Muratorio, Giacomo Pongiglione, Carlo Serrati e Lorenzo Mazzola.