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“I nostri locali non sono a interruttore. Non possiamo pensare di aprire, riempire i frigoriferi e poi dover richiudere”. Questo il punto di vista di Enrico Calvi, presidente Fipe Confcommercio per la provincia di Imperia, in merito al nuovo provvedimento governativo che prevede la fascia gialla rafforzata nei feriali e quella arancione nel weekend fino al 15 gennaio.

Restrizioni che non consentono ai ristoratori di prendere una boccata d’ossigeno, se così si può dire, ma al contrario gettano ulteriori preoccupazioni su un comparto che rimanendo chiuso nel periodo natalizio ha perso: “… circa 200 milioni soltanto in Liguria”.

Questo il dato che allarma Calvi e i suoi colleghi: “A livello nazionale, con tutta la filiera di distribuzione compresa, siamo intorno ai 10 miliardi di perdite – prosegue. La colpa è sempre della ristorazione. Noi continuiamo a rimanere chiusi, i contagi purtroppo continuano ad avere fasi altalenanti e la responsabilità è sempre nostra. Non delle code ai supermercati o degli assembramenti nelle vie pubbliche, ma sempre della ristorazione.

Una colpa che non viene neanche ristorata. I ristori di dicembre vengono infatti messi sullo stesso piano di quelli di aprile, ridicolo. Non sono ancora arrivati e si parla di metà gennaio, la pazienza dei tanti associati è ormai finita. Non possono condannare a morte un comparto”.

Sulle nuove misure Calvi dice: “Non possiamo sostenere l’economia dei nostri locali con un continuo cambio degli orari di apertura, questo è impossibile. Non abbiamo un interruttore on-off”.

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