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Stamani a Sanremo, nella cornice di Villa Ormond, è andato in scena il convegno intitolato “PNRR e rigenerazione urbana: dal PINQuA in Liguria agli scenari futuri“.

L’evento, organizzato da Regione Liguria in collaborazione con Ance Liguria, Ance Imperia e Confindustria Imperia, ha messo al centro del dibattito i temi dello sviluppo territoriale e i finanziamenti legati al piano straordinario, registrando una folta partecipazione con oltre 200 iscritti tra amministratori locali, tecnici e rappresentanti del settore edile.

I lavori, moderati dal giornalista Gilberto Volpara, si sono aperti con i saluti delle autorità.

“Per Sanremo questi sono giorni importanti: si avvia a conclusione la lunga stagione dei cantieri per entrare in quella strategica delle restituzioni alla cittadinanza, dello sviluppo e della rigenerazione urbana. Si tratta di uno sforzo organizzativo senza precedenti, con 150 interventi diffusi sul territorio, tra cui spiccano il rilancio del centro storico, insieme a Regione Liguria, i forti investimenti sulle scuole, sull’ambiente e sul Mercato dei Fiori”, ha sottolineato il sindaco Alessandro Mager. “Un grande lavoro collettivo, avviato dalla precedente amministrazione e concretizzato in questi ultimi due anni, che ha visto gli uffici comunali chiamati ad una sfida molto importante”.

“Dal 2021 a oggi ammontano a 105 milioni di euro, complessivi, le risorse investite dalla Regione Liguria in rigenerazione urbana. 58 milioni derivano dall’apposito programma regionale in materia, con 212 cantieri aperti, e 47 dai tre progetti PINQuA della Pigna di Sanremo, di Genova Begato e di Marinella di Sarzana. La provincia di Imperia è stata assoluta protagonista, con oltre 100 lavori avviati e 45 milioni di euro di investimenti”, ha dichiarato Marco Scajola, assessore regionale all’Urbanistica e all’Edilizia.

L’esponente della giunta ha poi proseguito la disamina nel corso del dibattito: “Insieme ad Ance, Confindustria e agli ordini professionali che ringrazio per la collaborazione abbiamo voluto accendere i fari su quanto fatto e su ciò che sarà, per la nostra Liguria e non solo, in tema di rigenerazione urbana. Attraverso un lavoro condiviso con i Comuni, ma anche con le associazioni di categoria, e grazie a un’ottima programmazione di risorse economiche straordinarie siamo diventati un modello italiano, riconosciuto, per il recupero dell’esistente. La nostra legge regionale n.23 del 2018 è presa ad esempio per la redazione della normativa nazionale che attendiamo con fiducia e auspichiamo possa fungere da volano per continuare sulla strada tracciata. Abbiamo poi riservato spazio ai tre grandi progetti PINQuA, partendo da quello locale che, proprio qui a Sanremo, sta cambiando il volto del centro storico. Siamo ormai arrivati alle battute finali dei vari cantieri, con un connubio tra pubblico e privato da oltre 30 milioni di euro, che faranno della Pigna un gioiello per residenti, cittadini di Sanremo e turisti. Ringrazio, infine, tutti i relatori e i partecipanti per il prezioso contributo portato e per il dialogo aperto con il nostro territorio”.

Ai saluti istituzionali hanno preso parte anche il presidente di Ance Liguria Enio Marino, il senatore Gianni Berrino, il prefetto Antonio Giaccari e il consigliere provinciale Mario Conio.

L’appuntamento, che ha ottenuto il patrocinio e l’accreditamento professionale dell’Ordine degli Ingegneri, dell’Ordine degli Architetti, del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Imperia e dell’Ordine Regionale Geologi Liguria, ha previsto due specifiche sessioni tecniche e i successivi panel di discussione.

Nella prima parte si sono registrati i contributi di Barbara Acreman, direttore generale per la Casa e la Riqualificazione Urbana del Mit, e di Flavio Monosilio, direttore del Centro Studi nazionale di Ance, il quale ha tracciato il quadro statistico degli interventi: “La rigenerazione urbana rappresenta un’infrastruttura sociale fondamentale per il Paese, in quanto non si limita al recupero fisico degli spazi urbani, ma incide direttamente sulla qualità della vita delle persone e sulla coesione sociale. Per questo motivo, l’Ance sostiene da anni la necessità di una legge nazionale per creare un quadro normativo omogeneo e garantito su tutto il territorio nazionale, accompagnato da una governance forte e da risorse adeguate. Nel PNRR la rigenerazione urbana ha rivestito un ruolo centrale come leva di sviluppo territoriale e sociale, attraverso 6,2 miliardi di investimenti finalizzati al recupero e alla valorizzazione delle aree urbane degradate, alla riduzione delle disuguaglianze e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Anche la Liguria ha beneficiato di tale opportunità con investimenti per 283 milioni destinati a interventi mirati di rigenerazione dei contesti urbani e, soprattutto, attraverso il PinQuA, alla riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, con l’obiettivo di ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale. Lo stato di attuazione di questi interventi vede il 75% dei cantieri per la rigenerazione urbana nella regione Liguria conclusi o a uno stato avanzato. Tale risultato è il frutto dell’impegno degli enti locali, che negli ultimi cinque anni hanno raddoppiato la loro capacità di investimento, e delle imprese, che hanno saputo raccogliere la sfida realizzativa”.

La giornata è proseguita poi con lo svolgimento delle tavole rotonde dedicate al bilancio del piano e alle prospettive future, che hanno visto l’alternarsi dei senatori Roberto Rosso e Lorenzo Basso, dell’onorevole Paola De Micheli, del vicepresidente nazionale di Ance Piero Petrucco, del presidente nazionale di Federcostruzioni Emanuele Ferraloro, dell’amministratore unico di Arte Imperia Antonio Parolini e del dirigente del Settore Programmi Urbani Complessi ed Edilizia dell’ente regionale Silvia Risso.

“Con il PNRR sul territorio ligure l’edilizia ha fatto un salto di qualità”, ha dichiarato Enio Marino. “Le aziende del comparto Ance si sono strutturate in maniera importante, aumentando occupazione e fatturati. Ora che siamo arrivati alla conclusione del percorso, dobbiamo cominciare a pensare al dopo. Pensare al dopo significa investire nelle infrastrutture, che sul nostro territorio sono ancora carenti, nell’edilizia popolare, visto che gli affitti nelle zone costiere hanno raggiunto prezzi improponibili, e nei partenariati pubblico-privati. Dall’amministrazione centrale arriveranno probabilmente meno risorse rispetto agli anni del Superbonus e del PNRR e sarà quindi necessario trovare nuove forme di collaborazione per rispondere alle esigenze dei territori e garantire continuità al lavoro delle imprese”.

Il vicepresidente Piero Petrucco invece ha rimarcato come la strada tracciata dal PNRR abbia migliorato tempistiche e il rapporto tra pubbliche amministrazioni e imprese. “L’Europa stessa continuerà su questa linea, perché anche i nuovi fondi strutturali adotteranno modalità di finanziamento che riprendono il modello del PNRR”, ha commentato. “La nostra preoccupazione è che, in un contesto di vincoli di bilancio sempre più stringenti, sarà necessario coinvolgere maggiormente i capitali privati. Per farlo c’è ancora molta strada da percorrere: devono crescere le imprese, che devono acquisire competenze anche nell’ingegneria finanziaria; la pubblica amministrazione, che spesso guarda con diffidenza a strumenti che conosce poco; e il sistema finanziario, che dovrà sviluppare strumenti adeguati ai nuovi volumi di investimento, con procedure più snelle e accessibili”.

​”Per ARTE è uno scenario molto positivo, perché abbiamo fatto tre interventi molto importanti: uno su Ventimiglia, uno su Sanremo e uno nell’entroterra di Imperia”, ha affermato Antonio Parolini, amministratore unico di ARTE Imperia. “Sono tre interventi che hanno come denominatore comune quello degli alloggi sociali, che in questo momento sono particolarmente importanti, ma sono anche tre alloggi di rigenerazione urbana, tutti differenti tra loro ma che tutti hanno una grande valenza dal punto di vista architettonico e dal punto di vista sociale”.

“Non so se in futuro si potrà pensare a un altro PNRR”, ha concluso il senatore Gianni Berrino, “perché si tratta comunque di risorse che generano debito e che in gran parte dovranno essere restituite. È però evidente che nel confronto tra il governo italiano, gli altri governi europei e l’Unione Europea si porrà il tema di come consentire agli stati di continuare a realizzare investimenti utili ai cittadini, come è stato appunto il PNRR.”

Assente invece il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, al quale era affidata la conclusione del convegno, per impegni istituzionali.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Mager, Scajola, Marino, Petrucco, Parolini e Berrino.