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Si è svolto questa mattina l’evento di chiusura del Progetto Sea-ty. Nella Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, i subacquei del progetto hanno recuperato una nuova rete da pesca fantasma lunga una cinquantina di metri e dispersa nell’area sommersa della Secca di Santo Stefano, al largo del borgo.

Al loro arrivo a terra, i subacquei dello staff e del Diving Nautilus di Marina degli Aregai, che hanno permesso l’operazione, sono stati accolti dalle classi della Scuola Primaria di Santo Stefano al Mare, con cui Sea-ty ha lavorato negli scorsi mesi, per una breve lezione sul tema delle reti fantasma.

“Con il terzo intervento di rimozione delle reti fantasma dalla Secca di Santo Stefano si completa anche l’ultima appendice del progetto SeaTy, avviato nella primavera del 2021 e concluso l’8 giugno a celebrazione della Giornata mondiale degli Oceani – spiega Franco Borgogno, responsabile del progetto per European Research Institute – Gli eccellenti risultati ottenuti nella prima fase del progetto hanno indotto la Fondazione Compagnia di San Paolo a promuovere un’estensione con ulteriori tre azioni di pulizia dei fondali che si sono svolte tra l’autunno scorso e l’8 giugno”.

Quello delle reti fantasma è un problema serio. Secondo il report della FAO e del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, si stima che ci siano oltre 640.000 tonnellate di reti da pesca fantasma negli oceani, ossia il 10% dei rifiuti oceanici. “Di certo il progetto SeaTy non ambiva a trovare la soluzione a un così grande problema – prosegue Borgogno – ma sicuramente ha avuto il merito di aver acceso l’attenzione sul tema, collaborando con gli Enti preposti e le istituzioni locali: la Capitaneria di Porto, che ha sempre supportato le iniziative previste dal progetto, l’amministrazione comunale di Santo Stefano al Mare, molto sensibile alla tutela del mare, le scuole. Quasi 100 alunni e gli insegnanti si sono dimostrati estremamente interessati non solo al tema delle reti, ma in generale ad approfondire le tematiche legate alle bellezze e fragilità del nostro mare”.

Sea-ty ha coinvolto una pluralità di soggetti: dai subacquei volontari, ai fotografi, agli istruttori, agli operatori scientifici subacquei che si sono messi a disposizione e che hanno prodotto centinaia di foto e video che il progetto ha condiviso per mostrare la straordinaria bellezza della Secca e i danni che vengono provocati da parte delle reti. È proprio grazie ai subacquei volontari e al supporto dello staff del Diving Nautilus che sono stati raccolti oltre 500 m di reti, più 300kg, per la maggior parte di plastica, che da tempo giacevano sul fondo della splendida Secca di Santo Stefano al Mare.

Le azioni di comunicazione del Progetto sono avvenute attraverso numerosi canali, inclusa anche la serata divulgativa in piazza, svoltasi a Santo Stefano al mare nell’estate 2021, che ha permesso di coinvolgere direttamente centinaia di persone. Sea-ty ha inoltre organizzato 3 eventi di pulizia delle spiagge, in collaborazione con associazioni del territorio, raccogliendo oltre 600 tra bottiglie, piatti, bicchieri, posate, 317 buste di plastica, più di 2000 macroframmenti e oltre 3300 microframmenti di plastica per non parlare di mozziconi, polistirolo e tappi di plastica. 

E ancora, grazie al Progetto e all’amministrazione comunale, Santo Stefano al mare ha oggi un percorso interamente dedicato alla Posidonia, la pianta marina endemica del Mediterraneo: la scorsa primavera sono infatti stati installati sul lungomare del borgo diversi pannelli esplicativi che ne raccontano i ruoli ecologici e l’immensa valenza naturalistica

“Al di là dei numeri e dei target raggiunti – spiega la biologa marina Monica Previati – Sea-ty ci ha confermato che dobbiamo informarci e lasciarci sorprendere dal mare, dal meraviglioso mare che è il Mediterraneo. Coralli, spugne, pesci, piante marine: il mediterraneo rappresenta una percentuale piccolissima dell’intero oceano (nemmeno l’1%) ma ospita quasi il 10% dell’intera biodiversità marina mondiale. Il nostro mare è un meraviglioso scrigno pieno di gioielli e a noi sta il compito di conoscerli e proteggerli non solo per le future generazioni ma anche per noi, adesso. Solo con la bellezza potremo salvare il mondo”.

“SeaTy è stato davvero un successo – chiude Franco Borgogno – Come sempre nelle nostre attività, abbiamo voluto toccare diversi livelli di intervento: dalla ricerca all’educazione, dalla formazione alla sensibilizzazione del pubblico generico. Vedere la grande risposta positiva che riceviamo ci incoraggia: un mondo più sostenibile è possibile. E sarà bellissimo”.

Sea-ty è un progetto di European Research Institute realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito della Missione Proteggere l’ambiente dell’Obiettivo Pianeta, in collaborazione con il Comune di Santo Stefano al Mare, l’associazione Reef Check Italia e l’associazione Informare, con l’obiettivo di rileggere il legame tra il mare e la città accendendo i riflettori sulla Secca di Santo Stefano.