Secche di Santo Stefano al Mare al convegno 'Connessioni sostenibili'

Si ù tenuto ieri, 13 maggio 2026, presso il Talent Garden di Milano, il convegno “Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione”, organizzato dalla Fondazione AzzeroCO2 e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero della Salute.

AzzeroCO2 ù una società di ingegneria e consulenza strategica per la sostenibilità, fondata da Legambiente e Kyoto Club, con l’obiettivo di supportare imprese ed enti nella riduzione degli impatti ambientali. Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di diversi progetti sviluppati negli ultimi sette anni, a testimonianza dell’efficacia di un approccio integrato alla transizione ecologica.

L’incontro, particolarmente partecipato soprattutto dal mondo delle imprese, ha visto la presentazione delle campagne realizzate in collaborazione con Legambiente, tra cui Energy POP, dedicata al contrasto della povertĂ  energetica, e Ortofrutta Solidale Diffusa, che ha portato alla realizzazione di oltre 50 orti solidali coinvolgendo piĂč di 35 cooperative sociali. Spazio anche a Mosaico Verde, la piĂč ampia iniziativa nazionale di ripristino degli ecosistemi, che ha consentito la messa a dimora di 341.000 piante, la rigenerazione di 336 ettari e la realizzazione di 243 progetti in 19 regioni.

Tra i progetti presentati ha riscosso particolare interesse l’iniziativa di recupero delle cosiddette “reti fantasma”, realizzata dalla biologa marina Monica Previati in collaborazione con il Diving Nautilus e il Comune di Santo Stefano al Mare. Il progetto, promosso da Legambiente e AzzeroCO2, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Imperia e grazie all’ospitalità del gestore del porto D-Marin, ha permesso il recupero di oltre 300 kg di attrezzi da pesca abbandonati.

“Con il termine ‘reti fantasma’ si indicano reti, lenze e attrezzi da pesca persi o abbandonati che giacciono sui fondali marini – ha spiegato la biologa marina Monica Previati – Si tratta di materiali che continuano a pescare in modo passivo per lungo tempo, intrappolando organismi marini e contribuendo a una pressione ecologica costante. Le stime, pur non precise, indicano la presenza di centinaia di migliaia di tonnellate di questi rifiuti dispersi nel Mediterraneo”.

Secondo Previati, si tratta inoltre di una delle minacce piĂč rilevanti per la biodiversitĂ  marina: “Le reti fantasma rappresentano un pericolo significativo per uccelli, cetacei e tartarughe, ma anche per migliaia di organismi piĂč piccoli, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi costieri, come gorgonie, spugne, ricci e stelle marine“.

Oltre alla cattura accidentale della fauna, questi materiali contribuiscono anche al degrado fisico dei fondali e, sotto l’azione delle correnti, al rilascio di microplastiche nell’ambiente.

“Progetti come Mosaico Verde e le iniziative di recupero delle reti fantasma – ha concluso la biologa Previati – risultano fondamentali non solo per la rimozione concreta dei rifiuti, ma anche per la liberazione degli organismi intrappolati e per la sensibilizzazione sul tema. Basti pensare che il recupero di circa 300 kg di reti ha permesso la liberazione di centinaia di migliaia di organismi marini, che possono cosĂŹ tornare a colonizzare liberamente l’area della secca di Santo Stefano al Mare“.

Le iniziative, infine, assumono un ruolo strategico anche nel favorire la collaborazione tra enti di ricerca, istituzioni e realtĂ  locali, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del problema e a individuare nuove risorse e partnership per le future attivitĂ  di monitoraggio e intervento.