Le pagine locali del Secolo XIX riportano richieste di pena per un totale di 38 anni da parte dei Pubblici Magistrati Giovanni Arena e Alessandro Bogliolo contro sette imputati nel processo bis della “Svolta”, esposte di fronte alla Corte d’Appello di Genova, sospettati di far parte di una cosca succursale ‘ndranghetista che avrebbe operato nel Comune di Bordighera.

Secondo le ipotesi dell’accusa, gli interessati avrebbero esercitato pressioni e minacce ad amministratori e giornalisti, pilotato appalti e alcuni tra i sospettati avrebbero anche trafficato droga.

All’interno del quadro inquisitorio per associazione mafiosa figurano i nomi di Giovanni Pellegrino, sostenuto alla difesa dagli avvocati Marco Bosio e Luca Ritzu, insieme ai due fratelli Roberto e Maurizio Pellegrino, quest’ultimo rappresentato, oltre a Ritzu, dall’avvocato Lojacono e già incarcerato per una condanna precedente. Accusati oltre a loro vi sono Antonino Barillaro, difeso sempre da Bosio, Giuseppe Cosentino, rappresentato da Marco Noto, Vincenzo Marcianò, difeso dall’avvocato Alessandro Mager e Omar Allavena, anche costui difeso da Bosio.

Altre due udienze sono state fissate per giovedì e per il prossimo 4 dicembre.

I difensori sostengono che non ci siano elementi strutturali che possano confermare la presenza di una cellula ‘ndranghetista nel Ponente.