Quale futuro per la città di Imperia? È questa la domanda a cui da tempo la classe dirigente della città capoluogo tenta di rispondere. Con un passato industriale ormai definitivamente alle spalle (la vicenda Agnesi è stato soltanto l’ultimo emblematico caso) e un futuro turistico a tutt’oggi lacunoso, con molti passi ancora da compiere, Imperia appare oggi piuttosto confusa e infelice circa il proprio domani.

Un’opzione, fino a pochi anni fa neppure presa in considerazione, potrebbe essere quella di creare un polo aggregativo di imprese dell’Information Tecnology. La proposta, su cui stanno spingendo alcune aziende, è stata illustrata dal presidente di Confindustria Imperia, Alberto Alberti, nel corso dell’Assemblea Generale tenutasi nei giorni scorsi al Teatro del Casinò di Sanremo.

L’iniziativa, secondo i proponenti, sarebbe utile a rafforzare il tessuto economico della città e a generare, nei giovani diplomati e laureati, la voglia di “fare impresa”, rimanendo legati al proprio territorio invece che emigrare come troppo spesso accade.

Perché questa ipotesi di lavoro prenda corpo è necessaria la presenza di alcuni presupposti. Primo fra tutti, una buona velocità di navigazione. In questo senso, Imperia presenta una nota lieta. Ampie aree del comune sono infatti attraversate da una dorsale a banda larga ad elevata capacità.

Confindustria Imperia ha già avviato un’iniziativa di raccolta di adesioni al progetto e si sta già riflettendo sulle possibili location. Tra gli argomenti che possono essere utilizzati nel convincere le imprese a trasferirsi a Imperia c’è quello del contesto ambientale, che – nonostante i recenti studi – presenta comunque una buona qualità della vita.

La collocazione geografica baricentrica rispetto a centri importanti come Nizza, Genova e Torino, la presenza di un numero significativo di PMI innovative e l’esistenza di finanziamenti europei per progetti Transfrontalieri sono tutti elementi che portano a guardare con ottimismo al concretizzarsi di questa ipotesi, per quanto – come spiega il presidente Alberti – “il percorso sia pieno di ostacoli”. La speranza è che alla fine la nascita di questo Polo sia capace di rigenerare il tessuto imprenditoriale, economico e produttivo della città.