Duecentonovanta interventi nel biennio 2016-2017 per una volumetria complessiva di circa 58mila metri cubi e un valore economico generato superiore ai 36 milioni di euro: sono i numeri del Piano casa in Provincia di Imperia a tre anni dalla sua approvazione.

“Cifre che confermano la bontà della scelta varata nel 2015 dalla Giunta Toti, i cui effetti dovevano essere valutati nel medio periodo – commenta l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola – I dati confermano un impatto economico, su tutta la Liguria, che ruota attorno ai 70 milioni l’anno. Si tratta di investimenti privati che hanno dato fiato a un settore, quello dell’edilizia, che stava attraversando un periodo di crisi profonda, ma di cui hanno beneficiato anche i comuni, grazie agli oneri di urbanizzazione”.

Il Piano casa prevedeva un monitoraggio costante di effetti e risultati, realizzato grazie al coinvolgimento dei comuni che in provincia di Imperia hanno fatto registrare la risposta più elevata: il 97% nel 2017 e il 91% nel 2016 per un totale di interventi pari a 290 per un
valore economico generato di oltre 36 milioni di euro.

Sono 1133 gli interventi approvati in Liguria che hanno generato un valore economico che supera i 140 milioni di euro, i Comuni hanno incassato circa 15 milioni di euro come contributi di costruzione. Il maggior numero di interventi ha riguardato le sostituzioni edilizie in sito, cioè demolizioni e ricostruzioni che hanno consentito un rinnovamento qualitativo. In due anni nei parchi sono stati solo 11 gli interventi che riguardano la sostituzione edilizia di piccoli edifici abitativi fatiscenti con nuovi edifici ben fatti.

La Legge si concentrava soprattutto sulla possibilità di ricostruzione, con incentivi limitati, per rinnovare e riqualificare il patrimonio edilizio, con la previsione di opere di urbanizzazione in grado di arricchire il territorio. Oltre a questo aspetto, anche quello connesso alla demolizione di manufatti realizzati in aree a rischio idrogeologico.

“Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente rilevante in una regione come la Liguria – aggiunge Scajola – Questo elemento sta permettendo una riqualificazione del territorio e un miglioramento delle condizioni di sicurezza dei cittadini. Ricollocazioni e riqualificazioni non hanno portato, come allarmisticamente qualcuno aveva paventato, a una colata di cemento sulla Liguria, anzi, i numeri dicono esattamente l’opposto”.

In particolare, confrontando i dati del 2016 con quelli del 2017, emerge come sia avvenuta una riduzione del peso degli ampliamenti (passati dal 57% al 35% degli interventi complessivi) e un aumento dell’incidenza della sostituzione edilizia (passata dal 25 al 37% degli interventi complessivi, cioè da 43 a 80).

“La maggior parte degli interventi – conclude Scajola – è realizzata in aree soggette a vincolo paesaggistico e quindi sono state sottoposte ad autorizzazione paesistica. Una ulteriore conferma che il piano casa non ha affatto permesso costruzioni incontrollate sul territorio, cogliendo nel segno il doppio obiettivo di rivitalizzare un settore in difficoltà e strategico dal punto di vista occupazionale e rendendo il patrimonio immobiliare della Liguria più sicuro e di valore”.