porto oneglia

Un lavoratore marittimo di nazionalità indonesiana, irregolarmente assunto e privo di un valido titolo di permanenza sul territorio nazionale, è stato individuato a bordo di un peschereccio ormeggiato nel porto di Oneglia, nel corso di un controllo congiunto condotto dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto.

L’intervento, eseguito nella serata del 26 agosto, rientra nell’ambito delle ordinarie attività di vigilanza sulla filiera della pesca e di contrasto alle violazioni della normativa fiscale e del lavoro, nonché a tutela della libera concorrenza tra le imprese.

L’attenzione degli operatori si è concentrata su un peschereccio, non appartenente alla marineria imperiese, ormeggiato nel porto di Oneglia. Nel corso dell’ispezione a bordo dell’unità è stata rilevata la presenza del lavoratore extracomunitario.

Gli immediati approfondimenti, sviluppati dai militari della Capitaneria di Porto e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza, con l’indispensabile concorso dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato, hanno consentito di accertare sia l’irregolarità dell’assunzione e dell’imbarco, sia la permanenza del cittadino indonesiano sul territorio nazionale in assenza di un valido titolo, essendo risultato in possesso di un passaporto con visto scaduto.

All’esito degli accertamenti, gli operanti hanno contestato la prevista sanzione amministrativa per l’irregolare imbarco e sottoposto il lavoratore a fermo ai fini dell’identificazione, affidandolo alla Questura di Imperia per gli adempimenti di competenza.

Il Giudice di Pace, dinanzi al quale il cittadino straniero è successivamente comparso, ne ha disposto l’espulsione dal territorio nazionale.

Parallelamente, la Procura della Repubblica di Imperia è stata informata degli esiti dell’attività per le valutazioni di competenza in ordine all’eventuale configurabilità di ipotesi di reato connesse al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Proseguono, inoltre, gli approfondimenti di natura amministrativa finalizzati all’accertamento di eventuali ulteriori violazioni della normativa in materia di lavoro irregolare.

Il risultato conseguito conferma l’efficace sinergia operativa fra gli organi dello Stato sul territorio, inserendosi nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio e di vigilanza marittima, volto a garantire il rispetto delle regole nel comparto della pesca, contrastare l’impiego irregolare di manodopera e tutelare gli operatori economici che agiscono nel rispetto della normativa.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, nei confronti delle persone sottoposte ad accertamento vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.