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Focus sull’estremo ponente ligure in questi giorni che precedono la Santa Pasqua. Dopo la beffarda visita di Toti nella giornata di ieri culminata con il drastico e contestatissimo provvedimento della zona rossa già entrata in vigore, oggi un altro esponente politico questa volta a livello nazionale ha fatto tappa a Sanremo.

Si tratta di Andrea Costa uno dei due sottosegretari alla Sanità nominato dal premier Draghi, leader di Liguria Popolare, affiancato dal sanremese Antonio Bissolotti segretario politico dello stesso partito. Non poteva che essere l’anticipata entrata in zona rossa senza il necessario preavviso del ponente ligure la prima domanda che gli è stata rivolta.

“È un tema importante e delicato ma credo che in questo momento sia sbagliato alimentare il dibattito politico su questo problema. Siamo ancora in piena pandemia, i dati giornalieri ce lo confermano, ci dobbiamo concentrare sulla campagna vaccinale che inizia a dare i suoi frutti, siamo passati da 60mila dosi al giorno prima dell’insediamento del nuovo Governo e oggi siamo a 350mila al giorno”.

“Per quanto riguarda l’ordinanza regionale – dice Costa – sono i dati emersi da questo territorio a far prendere questa decisione. Credo che la politica si debba impegnare a sostenere tutte le attività in difficoltà, sul piano sanitario tutti dobbiamo condividere un unico percorso e la mia visita odierna vuole testimoniare la vicinanza del Governo al territorio senza volersi sostituire alle regioni ma combattere insieme questa battaglia”.

“Intanto sui ristori sono stati fatti passi avanti con l’eliminazione dei codici Ateco – conferma il Sottosegretario – ma servono ristori e il premier Draghi ha annunciato che a breve ci saranno scostamenti di bilancio per avere altre disponibilità economiche per sostenere chi da un anno sta soffrendo. E oltre al piano vaccinale bisogna pensare ad un piano delle riaperture con date certe, ci sono attività che ripartono facilmente, altre che invece necessitano di tempo per potersi rimettere in moto. La politica deve assumersi la responsabilità di fare una sintesi tra l’emergenza sanitaria e quella economica”.

“Vaccini? Ci sono quattro aziende italiane che stanno portando avanti la creazione di un vaccino fatto in casa, il ‘nostro’ Reithera potrebbe essere disponibile già da settembre, martedì sono arrivati oltre un milione di Pfizer, giovedì cinquecentomila Moderna e proprio stamattina sono arrivate 1 milione e 300mila dosi di AstraZeneca, tutti segnali di continuità sulle consegne previste. Il trimestre da aprile a giugno sarà decisivo per il nostro Paese con la disponibilità prevista di 50 milioni di dosi di vaccino ma ancora più importante da metà di questo mese inizia la distribuzione del Johnson&Johnson che è monodose e ci aiuterà tantissimo nella tempistica”.

“Stiamo lavorando a ritmo serrato per far sì che la campagna vaccinale funzioni come un meccanismo ben oliato, con il maggior coinvolgimento possibile di vaccinatori, ampliando i punti vaccinali e puntando con fermezza sull’approvvigionamento aiutati finalmente anche dall’Unione Europea per raggiungere l’obiettivo di 500mila dosi al giorno per arrivare all’estate con una situazione molto più tranquilla”.

“Alla gente dico di fidarsi di quello che stiamo facendo – conclude Andrea Costa – e alla politica chiedo di veicolare messaggi chiari e unitari per cercare di recuperare quella fiducia che adesso è persa verso le istituzioni. Il tema delle riaperture è molto delicato, il premier Draghi ha detto che vorremmo riaprire tutto e subito ma non si può perché la pandemia è ancora ben presente in Italia ma ci siamo anche assunti la responsabilità dell’apertura delle scuole in zona rossa, un segnale politico forte e che non può essere modificato dalle decisioni delle regioni e vigileremo sull’applicazione di questa scelta”.

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