La mia famiglia ha lavorato esclusivamente il vetro di Murano dal 1452, poi quando ero piccolo ci siamo trasferiti in Liguria, ma io continuo la tradizione di famiglia,” racconta Alessandro Giuseppe Ballarin, mastro vetraio, il quale si definisce ligure d’adozione.

Alessandro fabbrica soprattutto perle, monili e oggetti estetici, usando perlopiù la tecnica “a lume”, che consiste nello sciogliere dei piccoli fili di vetro fusi tramite un cannello: il nome deriva dal fatto che, nell’antichità, invece del cannello si utilizzava una candela.

Ma sono tante altre le tecniche che utilizza per la realizzazione di vere e proprie opere d’arte.

“Fortunatamente”, conclude Ballarin, “ho visto molti giovani pieni di talento e ben disposti a portare avanti la tradizione vetraria”.