Saranno oltre tremila, stando alle previsioni, le assunzioni in provincia di Imperia nel periodo compreso tra dicembre 2018 e febbraio 2019, con un incremento del 5,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A svelare i dati è uno studio relativo ai fabbisogni occupazionali delle imprese effettuato da Unioncamere in collaborazione con Anpal. Secondo l’analisi, in Liguria sono previste 25.700 assunzioni, il 2,3% del totale nazionale. La provincia di Imperia prevede uno sviluppo sostenuto della domanda, in quanto sul totale delle imprese con dipendenti analizzate, il 19,2% prevede nuove assunzioni. Le professioni più richieste nel Ponente ligure saranno cuochi e camerieri (730), personale nei servizi di pulizia (390), commessi (280) e operai specializzati nell’edilizia (150).

Guardando più da vicino il mondo dell’artigianato, da sempre fiore all’occhiello del made in Italy, si nota poi un rinnovamento del settore, con un aumento dei nuovi mestieri a scapito di quelli più tradizionali.

Una fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere che considera l’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, mostra come il settore abbia perso quasi 100mila imprese a livello nazionale, con la crescita però di altri mestieri. Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing, crescono i giardinieri e le agenzie per il disbrigo delle pratiche. Aumentano anche le imprese che confezionano accessori d’abbigliamento o le sartorie su misura, così come i designer, di moda e per il settore industriale. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, gli addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

In termini percentuali, ad aumentare di più tra settembre 2013 e settembre 2018 sono i servizi di pulizia (45%), le imprese artigiane di giardinieri (+27%) o quelle che si occupano della riparazione e manutenzione dei macchinari (+16%).

I giovani imprenditori aumentano soprattutto tra i tatuatori, seguiti dai giardinieri, imprese di pulizie e designer di moda o industriali. Crescono anche nelle attività di street food. Le donne, invece, si focalizzano nei servizi per il benessere fisico, nelle lavanderie e tintorie, tra le parrucchiere ed estetiste.

Le imprese artigiane di stranieri, infine, aumentano soprattutto nelle diverse attività di confezionamento di abbigliamento, tra i calzolai e le agenzie di disbrigo pratiche.