Il consigliere di opposizione a Imperia Luciano Zarbano interviene con una lettera aperta dopo l’ultimo consiglio comunale, che riceviamo e pubblichiamo integralmente di seguito.
“Signor Sindaco,
nell’ultimo consiglio comunale Lei si è chiesto dove io sia collocato mentalmente, politicamente e amministrativamente. Una raffica di domande così, in un’aula consiliare, non le avevo mai sentite. Merita comunque una risposta, e gliela do prima del consiglio comunale di martedì, così non perdiamo tempo in aula.
Mentalmente: lucido, grazie. Politicamente: centrodestra, con il vizio di ragionare con la mia testa. Inoltre, la mia collocazione politica si capiva già leggendo i miei interventi su argomenti di interesse nazionale. Invece, la sua posizione politica non è chiara, visto che ha criticato alcuni leader nazionali di centrodestra e ha elogiato sindaci di sinistra. Amministrativamente: dalla parte della correttezza amministrativa. Gli atti li leggo tutti, allegati compresi, perché è lì che di solito si trovano le cose più interessanti. Come nel PEF del porto.
Lei ha osservato che “il sistema democratico ha delle difficoltà”. Concordo, si fa per dire. La principale è che obbliga ad ascoltare anche chi non è d’accordo. Capisco il fastidio, ma è il prezzo di governare un comune e non un condominio. E se crede che la democrazia abbia delle difficoltà, il rimedio non è dare meno voce alla minoranza: è dare risposte migliori.
Ha poi indicato il parlamento europeo come modello a cui conformarci per la brevità degli interventi. Accolgo volentieri la proposta, a una condizione: che la brevità valga per tutti, Lei compreso, dai banchi della giunta e della maggioranza a quelli della minoranza. A domande brevi dovranno seguire risposte altrettanto brevi, ma chiare e complete. Del resto, che io sappia, nell’emiciclo di Strasburgo nessuno chiede a un deputato dove sia collocato mentalmente.
Il presidente del consiglio comunale, quando gli ho chiesto di applicare il regolamento, ha scoperto che il regolamento può essere elastico. Peccato che si allunghi sempre dalla stessa parte: quella della maggioranza. Propongo di estendere questa elasticità anche ai banchi della minoranza: sarebbe forse la prima proposta della minoranza accolta in questo mandato. Un primato a cui, ne sono certo, il presidente non vorrà rinunciare.
Lei ha anche definito “robetta” il modo di fare opposizione e ha aggiunto di non spaventarsi di nulla perché ciò che Le è capitato nella sua vita Le ha dato una corazza. Prendo nota: leggere gli atti e porre domande, per Lei, è robetta. Per i cittadini che ci hanno eletto è l’adempimento del mandato. Quanto alla corazza, mi permetta di dirLe che avrei preferito un’altra risposta. Avrei voluto sentirLe dire che non ha paura di nulla perché è nel giusto.
Ci vediamo martedì. Io porterò le domande. Lei, se crede, porti le risposte. La corazza può lasciarla a casa”.

















