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Ora è ufficiale: Amat è entrata in Rivieracqua. Questa mattina, presso il palazzo comunale di Imperia, è infatti stato firmato l’atto di consegna che sancisce il passaggio nella gestione del servizio idrico. Un primo passo significativo per arrivare alla, tanto sospirata e discussa, gestione unica del ciclo idrico provinciale che porterà mezzi, impianti e soprattutto gli ormai ex dipendenti di Amat, una cinquantina, dentro l’allargata Rivieracqua.

Un snodo indispensabile anche per l’ingresso di un socio privato che, come ribadito oggi dal sindaco del capoluogo Claudio Scajola: “…possa avere grande capacità di investimento”. Presenti per il nero su bianco proprio il primo cittadino imperiese e i presidenti di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante e di Amat Maurizio Temesio.

“È una tappa che ci permette di lavorare sul resto – ha detto Scajola. Ovvero sulla tariffa unica, sulla costruzione di questo ato e di una società snella che abbia la capacità di gestire. L’attuale statuto rendeva ingovernabile questa società, credo che questo atto sia preliminare alla creazione di una società efficiente che possa garantire sicurezza e investimenti nell’intero ciclo delle acque, a uso domestico, irriguo e nella depurazione”.

Sul futuro ingresso di un socio privato Scajola ha aggiunto: “Deve essere sicuramente in minoranza, ma serve per avere dei capitali. Credo si debba contenere il costo dell’acqua e fare tanti investimenti, il capitale privato è fondamentale per farli e sono enormi in questo settore”.

All’orizzonte anche un cambio di statuto della stessa Rivieracqua che il presidente Manginate ha definito, sulla linea di Scajola: “Obsoleto”, spiegando: “Sono da rivedere il peso dei vari sindaci e un po’ tutta la sua struttura. Non si aspettino i cittadini che si cambi da domani, il percorso sarà lungo e faticoso a traguardare l’ingresso di un socio privato. Senz’altro però il passaggio di oggi è fondamentale perché praticamente l’ato imperiese è finalmente realizzato”.

“La società andava portata alla sua estinzione naturale che le ha imposto la legge– ha evidenziato Temesio, di fatto l’ultimo presidente di Amat. Il nostro compito è stato quello di traghettare la società in questo difficilissimo percorso conclusivo. Amat da oggi ha esaurito il proprio oggetto sociale, dovrà essere messa in liquidazione e poi andrà a sparire”.

Sul fondamentale passaggio dei dipendenti Temesio ha precisato: “Sono già passatti, con effetto dalla firma, a Rivieracqua anche in base a tutti gli accordi sindacali fatti. La legge garantisce i livelli retributivi, diritti e prerogative e con queste, nessuna esclusa, passano nella nuova società”.