Vallecrosia al Mare ha ospitato le celebrazioni delle penne nere in un fine settimana interamente dedicato agli Alpini, che hanno inoltre festeggiato la figura di Don Bosco in occasione dei 150 anni di presenza salesiana sul territorio.
Dopo gli eventi di ieri, la giornata conclusiva è stata dedicata al raduno degli Alpini, con l’ammassamento in piazza all’ex Mercato dei Fiori e la successiva sfilata lungo le vie cittadine.
Presente il capogruppo degli Alpini di Vallecrosia al Mare, Giuseppe Turone, che ha illustrato il percorso del corteo: “Dall’ex Mercato dei Fiori prenderemo via Giovanni XXIII, arriviamo in cima a via San Rocco, si farà tutta la via San Rocco, si arriverà alla fontana poi si prenderà la via Roma, si arriverà all’incrocio con via Don Bosco, si scende giù nel bosco e raggiungeremo il monumento agli Alpini dove verrà fatta la cerimonia di deposizione della corona d’alloro e onore ai caduti”.
A seguire si sono svolti gli interventi delle autorità presenti. Il sindaco Fabio Perri ha sottolineato il significato dell’iniziativa e il ruolo degli Alpini sul territorio: “Gli Alpini sono sempre presenti in città con le loro attività, sono sempre vicini alla comunità per chi ha bisogno. Quindi oggi è un bellissimo momento, anche perché è un momento di comunità e di unione che gli Alpini portano anche come messaggio”.
Perri ha poi ricordato anche il gemellaggio con gli Alpini del Piemonte: “Qui ci sono anche i nostri amici Alpini del Piemonte con i quali gli Alpini di Vallecrosia al Mare sono gemellati e che sono venuti a trovarci. Anche questo è un altro bello scambio di amicizia e di cordialità di rispetto tra due città di due regioni diverse”.
Nell’occasione è stata inoltre scoperta la targa dedicata all’ex allievo del Don Bosco e alpino Valerio Campagna, deceduto durante una missione in Bosnia. Particolarmente intenso il momento della commemorazione affidato alla madre Ruggero Marisa Victoria, che ha ricordato il figlio e la sua vicenda. La donna ha spiegato che il figlio “è mancato purtroppo per causa dell’uranio impoverito e stiamo ancora cercando di farlo riconoscere come causa di servizio”.
“Non riescono a trovare una medaglia, una riconoscenza da dargli perché purtroppo non esiste questa medaglia. Vi posso garantire che è morto veramente con tanto dolore perché era pieno di metastasi, non penso che non sia stato un eroe e questo mi fa molto male come madre”, ha concluso.
La celebrazioni si sono concluse con la santa messa presso i salesiani in suffragio degli Alpini “Andati Avanti” e il tradizionale rancio presso l’oratorio Don Bosco.
Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Fabio Perri, Ruggero Marisa Victoria e Giuseppe Turone.







