Il Nucleo Investigativo di Imperia, coadiuvato da personale del Comando Provinciale di Torino, ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Imperia nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata a commettere i reati di furto, nonché detenzione e porto illegale di materie esplodenti.

L’indagine è stata avviata nel luglio 2017 a seguito di una “spaccata” alla cassa continua di un supermercato di Imperia. Ciò ha permesso di individuare i responsabili, nonché di documentarne l’appartenenza a un’organizzazione dedita ai furti perpetrati mediante l’utilizzo di miscele di gas esplosivi.

In particolare, è stato appurato come il sodalizio fosse alla base di analoghi reati in danno di supermercati e uffici postali ubicati in provincia di Imperia (filiale di banca a San Bartolomeo al Mare) oltre che nelle province di Alessandria, Cuneo, Ferrara e Torino.

L’identificazione dei criminali è stata possibile risalendo ai movimenti di un’auto rinvenuta poco distante dal luogo dell’evento, risultata essere oggetto di furto e presente unitamente a un’altra vettura anche nelle ore antecedenti al reato, la cui targa ha permesso di individuare un soggetto con precedenti specifici.

Nel medesimo contesto, i militari operanti hanno eseguito sette perquisizioni a carico anche delle cinque persone colpite dalle misure restrittive, sottoponendo a sequestro preventivo – sempre nel capoluogo piemontese – beni immobili (una carrozzeria ed un garage), sei veicoli, cinque conti correnti ed orologi di pregio per un valore complessivo pari a circa 500.000 Euro in ragione di quanto acclarato nell’ambito degli accertamenti patrimoniali, che hanno permesso di acquisire utili elementi in ordine all’intestazione fraudolenta di beni e valori, nonché al traffico di veicoli rubati, rimessi in commercio in concorso con altri correi.

L’inchiesta ha altresì portato al deferimento in stato di libertà di ulteriori sedici persone tutte riconducibili, a vario titolo, alla richiamata associazione, ritenute anche responsabili di ricettazione – per aver venduto veicoli provento di furto – nonché di simulazione di reato, avendo denunciato danneggiamenti e incidenti mai avvenuti, allo scopo di ottenere rimborsi dalle relative compagnie assicurative.

Come risultato in diverse indagini condotte nel tempo, anche in questo caso gli autori di reati contro il patrimonio complessi e strutturati provengono dall’esterno della provincia imperiese, circostanza che rende ancora più articolato e difficoltoso lo sviluppo dell’indagine.