Volano gli stracci nella maggioranza imperiese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, di un alleanza portata avanti tra continui tira e molla, è stata la presa di posizione del primo cittadino Carlo Capacci sul caso Amat-Rivieracqua.

E mentre il Partito Democratico sta preparando la mozione di sfiducia, interviene anche il Consigliere di Imperia Riparte, Giuseppe Fossati, con un comunicato stampa:

“Capacci ha fatto di tutto, veramente di tutto, per farsi mandare a casa, non ho ancora capito se coscientemente o meno: ha amministrato indubbiamente male, ha litigato e maltrattato il personale, ha trattato a pesci in faccia gli alleati, ha un atteggiamento verso i cittadini che definire arrogante e scostante è un complimento, ha inanellato una serie impressionanti di errori ed ordinanze illegittime che hanno creato e creeranno una voragine nei conti del Comune, ecc.

L’elenco completo sarebbe troppo lungo.

Nonostante ciò, per una serie di circostanze favorevoli, legate soprattutto alle dinamiche della sua composita e fragile maggioranza, è arrivato quasi a terminare il mandato.

Nei giorni scorsi, però, evidentemente ha passato il segno ed ha tirato troppo la corda: la palese volontà di perseguire una propria personalissima idea ed un proprio disegno nella vicenda RIVIERACQUA, infischiandosene delle decisioni del Consiglio Comunale e mettendo a grave rischio i conti di Amat e del Comune stesso, ha portato anche i più fedeli e pazienti alleati, PD e Socialisti, a dire basta.

Del resto, se il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene la pensano diversamente su temi così importanti e determinanti, o trovano una intesa o ne prendano atto, andandosene a casa.

Vedremo cosa succederà.

Personalmente, reputo improbabile che si vada avanti; tutto sommano nessuno ne ha interesse: Capacci potrà recitare la parte della vittima dei partiti e dei “poteri forti”, PD e socialisti potranno riacquisire un minimo di dignità e centralità politica, transfughi del centrodestra che hanno sostenuto Capacci per convenienza, in cambio di poltrone varie, potranno bussare alle porte di FI, Lega e FdI e movimenti civici di area, coprendosi il capo di cenere e facendo penitenza.

Non escludo però ripensamenti, da una parte o dall’altra: il fascino delle poltrone e le nomine nelle partecipate da fare nei prossimi mesi sono un collante eccezionale.”