panettiere

Nel fine settimana da poco trascorso si è assistito a una campagna di comunicazione della Coldiretti che, come accaduto in passato, compara il prezzo del pane a quello del grano. Nella nota stampa diffusa da Coldiretti qualche giorno fa si legge infatti che: “Dal grano al pane il prezzo aumenta di oltre 17 volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano”.

Sottolinea il presidente provinciale imperiese di Assipan Luigi Giuliani: “Il gioco al massacro verso una categoria che è fra quelle più flagellate dal contesto economico dell’ultimo biennio è inaccettabile. Voler indurre il consumatore a errati convincimenti sulla forbice di costo fra grano e pane è profondamente scorretto e umiliante per gli operatori dell’Arte Bianca. Gli amici, e in alcuni casi colleghi panificatori, della Coldiretti, hanno forse dimenticato, o magari non sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che per fare pane non serve il grano e soprattutto non serve solo la farina, suo derivato. Ma vi sono numerosi fattori produttivi che impattano in maniera molto più marcata del Grano sulla struttura di costo del prodotto finito. Siamo stanchi di assistere ad attacchi mediatici che sottendono anche una visione minimalista e sempliciotta, a tratti discriminatoria, del nostro mestiere.

I panificatori italiani sono imprenditori strutturati e ci fa specie che una importante Confederazione si presti a questo tipo di comunicazione che sminuisce una intera categoria fatta di donne e uomini votati al sacrificio e alla passione e non certo solamente al mero arricchimento. Tuttavia siamo e restiamo fieramente degli imprenditori che conducono con metodo economico le proprie aziende. Ci colpisce poi come l’attenzione sia stata rivolta all’ultimo attore della filiera, piuttosto che ad altri che rappresentano effettivamente gli interlocutori diretti degli amici agricoltori. Ma forse era la strategia meno rischiosa, scegliere Davide come bersaglio è ben più semplice che scegliere Golia”.

Assipan Confcommercio nel sottolineare come i panificatori italiani, soprattutto in questo difficile momento congiunturale, abbiano assolutamente apportato aumenti del prezzo del pane necessari per restare operativi sul mercato e che spesso, con profondo senso di responsabilità sociale, abbiano eroso la propria marginalità proprio per non incidere sulle tasche delle famiglie italiane, si adopererà fin da subito per tutelare l’immagine dell’Arte Bianca Italiana e delle proprie imprese associate.