parco castelvecchio

Imperia al Centro’ interviene con un comunicato stampa sul parco di Castelvecchio.

“Castelvecchio attendeva da anni interventi di riqualificazione per dare respiro ai suoi abitanti e, più recentemente, per mitigare il forte impatto che il cantiere delle ferrovie ha avuto sul quartiere; il progetto del parco con i soldi messi a disposizione da RFI erano l’occasione giusta, e quale risultato si è ottenuto rispetto ai desideri degli abitanti?

Se abitaste in un quartiere dominato dal cemento, con marciapiedi stretti o inesistenti, senza aiuole e alberi, senza panchine e luoghi di aggregazione, cosa vi aspettereste da un progetto di riqualificazione?

Come spendereste 1 milione circa se l’obiettivo fosse risarcire gli abitanti di un quartiere obiettivamente sfortunato, che necessita di interventi che possano migliorare la qualità della vita di chi vi risiede?

Spalmereste quei soldi su tutta l’area o almeno sulla porzione più estesa possibile? Cerchereste di sostituire il grigiore con qualcosa di bello e vivo, come alberi, aiuole fiorite, cespugli e siepi? Cerchereste di ingentilire le grigie e imponenti strutture di cemento dando ai residenti un luogo gradevole e naturale?

A queste domande l’amministrazione ha risposto, e lo ha fatto ignorando chi temeva che i fondi venissero spesi male.

Castelvecchio è diventato il salvadanaio a cui attingere per fare opere destinate a qualcun altro: non agli abitanti di Imperia ma eventualmente a chi Imperia la visita una volta ogni tanto.

250 mila euro per realizzare una rotonda che ipoteticamente sarebbe la porta della città.

Una velleità; un progetto che si è rivelato costoso e incapace di rispondere a qualsiasi desiderio: non a quello di dotare Imperia di una porta d’ingresso degna di tale nome, non a quello di donare al quartiere un elemento decorativo.

La rotonda si presenta come un maldestro esercizio di stile, un tentativo di celebrare gli antichi fasti della città, incapace anche solo di rendersi visibile perché pensato per una visione a volo d’aquila, tipica di chi non si cala nella realtà, ma la guarda dall’alto.

Gli abitanti di Castelvecchio non avrebbero meritato una piccola isola verde e rigogliosa, una macchia mediterranea che rallegrasse la vista e ricordasse la vocazione agricola della provincia di Imperia anziché uno stantio e incomprensibile simbolo araldico? Il turista in arrivo in città non avrebbe ricevuto un’impressione migliore da una rotonda verde e fiorita?

Oltre a questa pessima scelta, che non soddisfa neppure l’estetica, gli abitanti di Castelvecchio hanno visto sfumare anche un’altra opportunità: avere un parco degno di questo nome.

Come IAC aveva paventato, quello che avrebbe dovuto diventare un polmone verde per il quartiere si è trasformato in un’altra operazione di marketing.

Un fazzoletto di terra su cui incombono il ponte della ferrovia e l’ennesimo casermone di cemento armato, e nel quale navigano un parco giochi e un pump truck privo di gestione.

Presentato con grande entusiasmo con un’operazione che rottama le parole inclusione e collettività, il Parco di Castelvecchio è l’emblema del disinteresse per la vita quotidiana delle persone.

È il primo parco inaugurato nonostante non ci sia un filo d’erba, e le aiuole siano una desolata distesa di terra e macerie. Gli alberi sono un’ombra di quello che l’immaginario collettivo reputa essere un albero, e il Pump Truck occupa il 50% dello spazio, pur essendo lontanissimo dall’essere uno spazio per tutti. Infatti dal suo esordio (circa 1 mese fa – inizio febbraio) ha già creato divisioni e scontento perché l’utilizzo non può essere libero per motivi di sicurezza.

Un pump truck per Imperia è certamente un’idea vincente, tuttavia perché un’opera di questa portata, che attira sportivi anche da fuori Imperia, non è stata realizzata negli ampi spazi del Parco Urbano San Leonardo e data in gestione a un’associazione competente?

Perché Castelvecchio non è invece stato risarcito con uno spazio adatto a bambini, anziani e famiglie che hanno diritto a un luogo di decompressione, soprattutto in tempi di pandemia nei quali uno spazio all’aperto è diventato vitale?

E come mai il circolo Castelvecchio ha accettato in silenzio che 250 mila euro del “suo” parco venissero usati per plastificate la rotatoria?

Ci pare ormai evidente che l’amministrazione abbia soprattutto a cuore la realizzazione di opere con una visione elitaria, e Castelvecchio non ne è stato immune: il quartiere attende con ansia il rendiconto da parte dell’amministrazione delle spese fatte nella “riqualificazione” a fronte delle ingenti somme ricevute”.

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