Sabato scorso Riviera Time ha chiesto provocatoriamente ai propri utenti di esprimersi riguardo una eventuale fusione tra Santo Stefano al Mare e Riva Ligure.

Contro ogni previsione ha vinto il fronte del ‘si’ con il 53% dei voti favorevoli.

Oltre alla curiosità di vedere qual era l’opinione dei sanstevesi e dei rivesi, questa è stata anche l’occasione per riflettere sulla proposta di legge Lodolini (PD) che propone l’eliminazione dei comuni sotto i 5.000 abitanti attraverso fusioni obbligatorie.

Come avevamo annunciato, siamo andati a chiedere ai rispettivi sindaci cosa pensano del risultato.

 

Elio di Placido – Sindaco di Santo Stefano al Mare

“Sono anni che se ne parla. La fusione tra comuni piccoli non credo possa essere la risposta migliore. Credo di più sulle funzioni associate. Abbiamo da anni in corso convenzioni tra noi, Riva Ligure, Terzorio e Pompeiana ed è la soluzione migliore per erogare servizi ai cittadini e anche per la salvaguardia dei costi.”

 

Giorgio Giuffra – Sindaco di Riva Ligure

“Penso che potrebbe portare benefici in termini di servizi per le utenze. Sicuramente è una cosa difficile e complicata, ma bisogna parlarne. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre i campanili. Mio padre è nato a Riva-Santo Stefano, non capisco perché oggi non si possa avere un comune unico. Magari anche con Terzorio, Pompeiana e Castellaro. Sono stato eletto per fare gli interessi dei cittadini di Riva Ligure, ma questo vuol dire anche valutare progetti del genere. Basti pensare alle agevolazioni fiscali che hanno gli enti locali in caso di fusione. Si eviterebbero anche le duplicazioni dei costi della politica. Non bisogna, però, tagliare i servizi e i vari uffici dislocati sul territorio.”