Il Comune di Diano Castello, in qualità di ente capofila dell’accordo di cooperazione siglato con gli altri Comuni del Golfo Dianese, prosegue concretamente il percorso tecnico per il recupero, il riassetto e la riqualificazione del compendio dell’ex Caserma Camandone e per allontanare del tutto l’ipotesi dell’istituzione di un CPR al suo interno. La Giunta comunale, nella seduta del 26 agosto, ha infatti approvato gli indirizzi per l’attuazione delle attività tecniche e per il successivo conferimento degli incarichi professionali necessari ad affrontare un progetto che, per dimensioni e complessità, viene considerato di rilevanza non soltanto per Diano Castello, ma per l’intero Golfo Dianese.

L’accordo

L’accordo di cooperazione coinvolge, oltre a Diano Castello, anche i Comuni di Diano Marina, San Bartolomeo al Mare, Diano San Pietro, Cervo, Villa Faraldi e Diano Arentino. Diano Castello è stato individuato quale ente capofila, dal momento che il compendio dell’ex Caserma Camandone ricade sul proprio territorio. L’obiettivo è quello di individuare un percorso condiviso per il recupero, la valorizzazione, il riassetto e la rigenerazione dell’area, da tempo interessata da una situazione di abbandono e degrado. Già nel settembre del 2025 il Comune di Diano Castello aveva avviato un percorso amministrativo finalizzato alla possibile trasformazione dell’area in un complesso polifunzionale, attraverso la ricerca di sinergie tra soggetti pubblici e privati e l’individuazione delle soluzioni più idonee dal punto di vista della pianificazione e della valorizzazione.

Il percorso approvato dalla Giunta sarĂ  articolato in diverse fasi, che verranno sviluppate progressivamente.

Le prime due, Fase 0 e Fase 1, riguarderanno l’inquadramento generale del compendio e la ricognizione dello stato attuale dell’area. L’obiettivo è arrivare, indicativamente entro la fine del 2026, alla costruzione di un quadro conoscitivo organico e multidisciplinare, indispensabile per individuare le successive strategie.

La Fase 0 sarĂ  dedicata alla delimitazione e alla presa di conoscenza generale del programma, mentre la Fase 1 approfondirĂ  la ricognizione del compendio, analizzandone lo stato attuale sotto diversi punti di vista.

Solo dopo l’esame e l’approvazione delle risultanze di queste prime attività potranno essere avviate le fasi successive.

La Fase 2 sarà dedicata alla definizione di una strategia condivisa di rilancio e valorizzazione dell’ex Caserma Camandone. Seguirà la Fase 3, relativa alla fattibilità urbanistica delle soluzioni individuate.

La Fase 4, infine, sarĂ  dedicata alla ricerca di possibili soluzioni e risorse, con la possibilitĂ  di attivare singole iniziative in presenza di concrete opportunitĂ  di finanziamento, investimento o realizzazione degli interventi.

Un primo stanziamento di riferimento da 50mila euro

Per l’avvio delle prime due fasi, dedicate alle attivitĂ  conoscitive, ricognitive e strategiche, il documento tecnico predisposto dall’Ufficio Tecnico comunale individua un importo complessivo di riferimento pari a 50mila euro, comprensivo degli oneri previdenziali e dell’Iva nei casi previsti. La cifra rappresenta il limite complessivo di spesa di riferimento per le attivitĂ  delle prime due fasi. I singoli incarichi professionali dovranno però essere successivamente definiti attraverso specifici atti, sulla base delle prestazioni effettivamente richieste e delle competenze necessarie. La deliberazione approvata dalla Giunta non comporta, quindi, il conferimento diretto degli incarichi, ma costituisce un atto di indirizzo politico-amministrativo per consentire l’avvio delle attivitĂ .

Una task force di professionisti per un progetto multidisciplinare

Considerata la complessità dell’intervento, il Comune dovrà individuare professionalità specialistiche in diversi settori. Le attività legate all’ex Caserma Camandone richiederanno infatti competenze urbanistiche, architettoniche, ingegneristiche, ambientali, naturalistiche, acustiche, geologiche e tecnologiche.

Il Responsabile dell’Area Tecnica sarà chiamato a individuare, per ogni fase, le professionalità necessarie e a procedere con i relativi affidamenti nel rispetto della normativa vigente. Ogni incarico dovrà essere formalizzato attraverso uno specifico disciplinare, con la definizione puntuale delle attività richieste, dei tempi di esecuzione, dei compensi e degli obblighi dei professionisti coinvolti.

Potranno inoltre essere costituiti tavoli tecnici, tavoli interistituzionali e momenti di confronto tra gli enti aderenti all’accordo.

Il coinvolgimento degli altri Comuni del Golfo Dianese

Il percorso sarà sviluppato in raccordo con una Segreteria Tecnica, composta dai rappresentanti dei Comuni che hanno aderito all’accordo di cooperazione. Gli enti coinvolti potranno contribuire proponendo idee, indirizzi e possibili soluzioni sulle tematiche che riguardano il futuro del compendio. Al termine di ogni fase, le risultanze dovranno essere sottoposte all’Amministrazione, con l’indicazione delle eventuali criticità, delle possibili alternative e delle condizioni tecniche ed economiche necessarie per proseguire il percorso. La Giunta ha inoltre precisato che l’approvazione dell’atto non comporta l’automatica attivazione di tutte le fasi previste, né costituisce una preventiva autorizzazione alla realizzazione degli interventi che potranno essere individuati durante il percorso.