“Come si può pensare di risolvere l’esigenza di ecografie pre-natali in provincia di Imperia con appena 14 prestazioni al mese? La maternità ha bisogno di servizi, attenzione e investimenti concreti. La Regione purtroppo lascia sole le madri dell’estremo ponente, con un provvedimento una tantum che trascura le necessità reali di un territorio già colpito duramente dai tagli alla sanità del centrodestra” così Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, denuncia la grave carenza di servizio per le donne in gravidanza nel ponente ligure.
“Per contrastare l’emigrazione giovanile e lo spopolamento in Liguria, servono interventi a sostegno di chi decide di vivere nel nostro territorio e di creare una famiglia. La giunta Bucci continua a ignorare le richieste dei cittadini, alimentando la fuga all’estero o in altre regioni dei nostri giovani conterranei. Serve un cambio di rotta, per accompagnare le persone nei momenti più delicati, invece di abbandonarle al loro destino”, attacca Selena Candia
“Il ricorso a una convenzione con il Gaslini, peraltro di insufficiente finanziamento, per praticare le ecografie previste alle donne in gravidanza, mette in rilievo due aspetti di fondo fortemente critici della sanità ligure”, dichiara Carla Nattero, segretaria regionale di Sinistra italiana – Avs.
“La prima: nei territori periferici e cari, perché di economia turistica, il governo regionale deve affrontare il tema degli incentivi necessari perché il personale medico e infermieristico scelga la Riviera come luogo di lavoro. Altrimenti, continuando a utilizzare gettonisti, convenzioni, accordi con il privato, l’ATS investe molto denaro per ottenere servizi insufficienti in quantità e, in alcuni casi, anche in qualità. In secondo luogo, questa difficoltà a garantire le ecografie del primo e secondo trimestre di gravidanza, un servizio essenziale per la salute della mamma e del bambino, rivela ancora una volta che la controriforma Bucci con l’istituzione dell’Asl unica, lungi dal garantire una parità di trattamento in tutto il territorio ligure, penalizza le cittadine e i cittadini delle provincie più lontane, in particolare Imperia e Spezia”, evidenzia Carla Nattero, che ricorda: “A Imperia l’abbiamo visto con la centralizzazione del 118 e i problemi relativi e adesso lo vediamo con l’ impoverimento di Ostetricia e Ginecologia di Imperia e Sanremo“.
Duro anche il giudizio di Simona Simonetti, co-portavoce ligure di Europa Verde. “Si tratta di una soluzione tampone e non strutturale, inadeguata perché non affronta il problema e insufficiente nei numeri: ogni anno in provincia di Imperia nascono circa 1250 bambini, di cui 450 nel distretto i Imperia. L’accordo garantisce 112 prestazioni totali fra maggio e dicembre, un numero che non copre nemmeno le sole ecografie morfologiche del solo distretto di Imperia. È evidente che la dotazione organica strutturalmente insufficiente dell’Imperiese ha prodotto una situazione in cui le donne in gravidanza non ricevevano le prestazioni cui hanno diritto per legge, e la risposta dell’amministrazione è stata una soluzione temporanea invece di un intervento strutturale sul personale”, osserva Simonetti.








