A Costa Carnara, frazione di Dolcedo, il progetto per valorizzare il borgo attraverso murales e interventi di recupero degli spazi storici si è trasformato in una vicenda giudiziaria. Claudia Firinu, artista originaria di Torino e residente da quasi dieci anni nell’entroterra imperiese, riferisce di aver ricevuto un verbale che preannuncia una sanzione di 13mila euro per imbrattamento di beni culturali, dopo aver realizzato alcuni interventi di decorazione.
L’iniziativa era stata presentata la scorsa estate all’amministrazione comunale con l’obiettivo di creare un “museo diffuso a cielo aperto”, migliorando il decoro e l’attrattività turistica del borgo. Tra gli interventi realizzati figurano la pulizia del lavatoio pubblico, la sistemazione di alcuni angoli del paese e la decorazione di muri e spazi nel porticato vicino alla sua abitazione. Il progetto comprendeva anche una piccola libreria accessibile ai visitatori.
Firinu sostiene di aver chiesto formalmente al Comune il patrocinio e le autorizzazioni necessarie per procedere con il progetto, senza però ricevere risposta.
“La scorsa estate ho chiesto formalmente al Comune, attraverso un progetto di valorizzazione del borgo, di poter dipingere alcuni angoli, come il lavatoio, la fontana pubblica e tutti i muri nel porticato di accesso alla mia abitazione. Il Comune non mi ha nemmeno risposto, ha aspettato che finisse la stagione turistica e mi ha mandato un verbale in cui vengo informata che verrò sanzionata per la cifra di 13mila euro per imbrattamento di beni culturali“, racconta l’artista.
Firinu contesta il provvedimento, rivendicando il lavoro svolto volontariamente per migliorare alcuni spazi del paese e renderli più accoglienti per residenti e turisti.
“Trovo irricevibile un procedimento di questo tipo. Ho pulito il lavatoio, in cui si erano depositati 30 centimetri di fango, ho comprato i colori, un tavolino, due sedie da giardino e le piante, per fare una libreria accessibile ai turisti. Per tutta l’estate, con un caldo incredibile, ho pulito, bagnato le piante e tenuto in ordine questo piccolo angolo”, conclude.
La vicenda si inserisce nel quadro delle norme a tutela del patrimonio culturale, che prevedono sanzioni per gli interventi non autorizzati su beni sottoposti a protezione.
















