curiosità - Mara Lorenzi Covid, Cosa succederà in autunno

Che autunno sarà? Ci sarà una nuova ondata di contagi da coronavirus? E l’influenza? Ne abbiamo parlato con la professoressa Mara Lorenzi.

“Se pensiamo all’autunno parliamo di un’equazione con diverse incognite, una delle quali è l’influenza. Ma vorrei essere ottimista – afferma la professoressa – in quanto in questi mesi abbiamo imparato molte cose che sono efficaci contro tutte le infezioni virali delle vie respiratorie. Distanziamento sociale, mascherine, e igiene delle mani ci proteggerranno sia dal COVID-19 che dall’influenza. E a questi presidi di base aggiungiamo i vaccini. Un vaccino anti-COVID sta diventando una possibilità realistica, ma intanto quello contro l’influenza è una certezza e sarebbe irresponsabile non usarlo con la maggior diffusione possibile”.

Quest’anno la vaccinazione anti-influenza dovrebbe davvero diventare una priorità nazionale – prosegue Lorenzi ai microfoni di Riviera Time. Prevedo che lo Stato e le Regioni facciano una forte campagna pubblicitaria, e che assicurino la disponibilità delle dosi necessarie a una vaccinazione molto più estesa degli anni precedenti. E che inizi presto, dall’inizio di ottobre”.

In molti paesi si raccomanda da tempo che la vaccinazione sia per tutti, a partire dai sei mesi di vita in poi. Anche se il vaccino anti-influenzale non dà prevenzione al 100%, serve comunque a ridurre la gravità dell’infezione, e questo è importantissimo per le persone anziane e per i bambini. È importante che la vaccinazione antinfluenzale sia estesa capillarmente al personale sanitario, e a tutti coloro che si occupano di persone a rischio. Quanti più sono vaccinati, tanto più ci si avvicina a quella immunità di gregge che bloccando la circolazione del virus protegge tutti.

Per gli anziani è raccomandabile non solo usare vaccini anti-influenzali ad alto dosaggio di antigene o potenziati da adiuvanti, ma anche aver fatto il vaccino anti-pneumococco per essere difesi dalle complicazioni polmonari. 

Ricordiamo inoltre che abbiamo farmaci che, se somministrati molto presto dopo l’infezione, riducono la durata dell’influenza, e sono usabili anche per prevenirla in persone che sono state esposte al contagio. Strategia molto raccomandabile in comunità quali le case di riposo. Per usare questi farmaci con la massima efficienza, sarebbe opportuno poter ordinare nelle persone ad alto rischio il test molecolare per l’influenza (simile a quello usato per il COVID-19) appena sviluppano sintomi. Poter fare diagnosi precisa di influenza verso COVID-19 aiuterebbe molto il medico a gestire i casi di influenza usando in modo mirato tutti i presidi disponibili.

È vero che questo prossimo autunno rimane un’incognita dal punto di vista sanitario, ma se riusciremo a mettere in pratica tutto ciò che abbiamo imparato contro il COVID-19 e che abbiamo a disposizione contro influenza, limiteremo molto i rischi“.