Torna al centro del dibattito il progetto del biodigestore di Taggia. Nel corso del Consiglio provinciale di Imperia di questa sera si sono svolti prima un’interrogazione e poi una mozione sul tema.
Biodigestore di Taggia
L’interrogazione, illustrata dal consigliere provinciale Gabriele Cascino, ha riguardato il ritiro della richiesta di socio finanziatore e la sostenibilità complessiva del progetto. A seguire è stata discussa la mozione presentata dallo stesso Cascino, relativa alla tutela del territorio e alla destinazione esclusiva dell’area individuata nel comune di Taggia per il futuro impianto di biodigestione anaerobica.
Nel testo si chiede di vincolare formalmente il sito alla sola funzione prevista, escludendo qualsiasi ipotesi di utilizzo come discarica, anche temporanea o emergenziale, e di inserire clausole di salvaguardia negli atti autorizzativi per evitare cambi di destinazione d’uso.
La mozione sottolinea inoltre la necessità di garantire trasparenza e controllo, attraverso un tavolo di monitoraggio con gli enti territoriali, per scongiurare ogni possibile “deriva” del progetto rispetto alla sua finalità originaria legata al trattamento della frazione organica dei rifiuti.
Le parole di Za Garibaldi, Conio, Mager, Di Muro e Scajola
A rispondere è stato il consigliere Cristiano Za Garibaldi, che ha ribadito la solidità dell’impianto pianificatorio: “Le preoccupazioni sono legittime, ma il piano regionale dei rifiuti ha già individuato quell’area esclusivamente per quel progetto e non per altre destinazioni. Il progetto resta quello di un impianto integrato con trattamento meccanico-biologico, biodigestore anaerobico e discarica riservata agli scarti finali.
Nel corso del dibattito è intervenuto anche il sindaco di Taggia e consigliere provinciale Mario Conio, che ha espresso sostegno all’atto: “Approvo questa mozione. Il Consiglio comunale di Taggia si è già espresso all’unanimità su questa linea. La suggestione di una nuova discarica va respinta subito”
Sulla stessa linea anche il vicepresidente provinciale Alessandro Mager, che ha ribadito la volontà di non tornare indietro sulle scelte ambientali, e il consigliere Amarella, che ha richiamato la necessità di arrivare comunque a una soluzione strutturale per la gestione dei rifiuti in provincia.
Il consigliere Flavio Di Muro ha invece espresso “vicinanza al presidente” e preoccupazione per la situazione complessiva del sistema rifiuti, invitando a superare i campanilismi territoriali.
Nel corso del dibattito è intervenuto anche il presidente della Provincia Claudio Scajola, che ha fatto il punto sulla situazione del progetto: “I costi sono elevati, se i tempi sono così quello che costa oggi il trasferimento è elevato, con una spesa che oggi si aggira sui 50.000 euro al giorno. La norma prevede che se il contraente vuole cambiare deve avere il gradimento dell’amministrazione provinciale. L’intenzione c’è ed è quella di proseguire con il progetto del biodigestore”.
La mozione è stata approvata.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Cascino.







