acqua claudio Scajola

A margine della conferenza di questa mattina in Provincia, dedicata al raddoppio del sistema di adduzione del Roja fino ad Andora, il presidente Claudio Scajola ha indicato negli invasi nell’entroterra una delle prossime priorità per aumentare le risorse disponibili e ridurre i costi legati all’approvvigionamento idrico.

Le parole di Claudio Scajola

“La seconda priorità che abbiamo inserito sono gli invasi nella zona dell’entroterra, a partire dalle fonti del Tanarello, scendendo giù e recuperando quello che fu l’antico bypass fra Pieve di Teco e San Lazzaro Reale, facendo anche degli invasi sull’Argentina e sull’Impero“, ha spiegato. Il ragionamento parte dalla possibilità di sfruttare maggiormente le risorse provenienti da nord. “L’acqua da nord ci dà due fondamentali considerazioni: ci dà un’acqua migliore di qualità, quindi con minori trattamenti, ma soprattutto ci dà un’acqua che, per caduta, non ha il costo energetico”, ha sottolineato Scajola.

Un aspetto tutt’altro che secondario, considerando il peso dell’energia sulla gestione del servizio idrico. “Oggi l’energia elettrica incide sulla nostra bolletta dell’acqua per il 30%, per il pompaggio che si deve fare nelle condotte dell’acqua“, ha spiegato il presidente, evidenziando come l’obiettivo sia proprio quello di ridurre il ricorso al pompaggio sfruttando, dove possibile, la pressione naturale.

Il tema, secondo Scajola, non riguarda però soltanto la disponibilità della risorsa. “Se l’acqua arriva da nord riusciamo a garantire la sicurezza in tutto ciò che è la distribuzione dell’acqua nei territori”, ha affermato, ricordando però la necessità di intervenire anche sulle infrastrutture esistenti. “C’è l’intervento che si sta facendo, con investimenti già notevoli, su tutta la rete di distribuzione, che è vetusta, che è antica“, ha detto.

“Ci sono dei Comuni virtuosi che hanno investito nei loro acquedotti e altri Comuni che non hanno investito niente e che poi urlano quando manca l’acqua o si rompe la condotta”

Da qui anche un richiamo ai Comuni e agli investimenti effettuati negli anni sulle proprie reti. “Ci sono dei Comuni virtuosi che hanno investito nei loro acquedotti e altri Comuni che non hanno investito niente e che poi urlano quando manca l’acqua o si rompe la condotta“, ha dichiarato Scajola. Per il presidente della Provincia è quindi necessario intervenire su più fronti, compreso quello dell’utilizzo della risorsa. “Dobbiamo fare un’opera più importante su tutte le condotte e poi puntare meglio sulla necessità di avere degli acquedotti irrigui. Noi non possiamo pensare di innaffiare i prati con l’acqua potabile“, ha sottolineato.

Il tema degli investimenti si lega inevitabilmente anche a quello dei costi del servizio. Alla domanda sulla possibilità di contenere le spese per un servizio migliore, Scajola ha indicato nell’energia uno dei principali fattori. “Il costo maggiore che c’è sull’acqua è quello energetico, che incide fra il 30 e il 40%”, ha spiegato, ricordando che l’acqua del Roja deve essere pompata “in un tubo da 800, a 11 atmosfere”.

A incidere ulteriormente è poi la necessità di ripompare l’acqua per raggiungere le zone interne. “Il costo dell’energia lo si abbatte soprattutto se prendiamo l’acqua da nord, che dà le pressioni per caduta senza bisogno di pompaggio”, ha aggiunto. “Questo è l’obiettivo che si deve raggiungere e credo che, se non si parte, non si arriva evidentemente“, ha concluso sul punto.

“Qui si è partiti con una società che non si era mai voluto riformare, che era Rivieracqua, che, come purtroppo tante volte ho detto, era veramente un bidone”, ha affermato. Secondo il presidente della Provincia, la svolta è arrivata dalla convinzione che fosse necessario affiancare alle risorse economiche anche competenze e professionalità.