Chiusura dei teatri, la regista imperiese Livia Carli: "La cultura è fondamentale, ci sentiamo presi in giro"

“Siamo abbastanza sconfortati”. Non nasconde la sua amarezza Livia Carli, regista e insegnante di recitazione presso ‘Lo Spazio Vuoto’ Imperia, dopo la chiusura dei teatri disposta dal governo con l’ultimo dpcm. Un duro colpo al mondo della cultura, costretto a fermarsi nuovamente dopo lo stop della scorsa primavera.

A inizio ottobre intanto, ‘Lo Spazio Vuoto’ era ripartito con i laboratori teatrali nel rispetto delle misure anti-contagio, tra cui misurazione della temperatura all’ingresso, igienizzazione delle mani e sanificazione delle stanze, mascherina obbligatoria, aumento del numero delle lezioni che si svolgevano in due sale con ingressi differenti. Oltre a ciò, le lezioni stesse sono state ripensate e riformulate per evitare i contatti, prediligendo esercizi di narrazione.

“Ci rendiamo conto che è una situazione di emergenza – commenta Livia Carli, – però ci sentiamo anche un po’ presi in giro, perché noi comunque abbiamo dimostrato di essere responsabili. È una mancanza di fiducia, di rispetto, forse ci dovevano parlare con più chiarezza fin da subito”.

Sull’importanza della cultura aggiunge: “È fondamentale, è quella che aiuta, in momenti così difficili, a rielaborare le paure e a farci sentire più uniti. Ci sembra che tutto questo non sia giusto, che siamo stati trattati un po’ come dei bambini e non lo meritiamo assolutamente”.

A gennaio avrebbero dovuto riprendere anche gli spettacoli: “La nostra idea era ripresentare nel 2021 quegli spettacoli che erano stati annullati nel 2020, esclusivamente monologhi e con un pubblico di massimo 30-40 persone. Adesso sarà tutto da rivedere. Non crediamo che tra un mese le cose saranno cambiate, anzi saranno peggio. Siamo molto sfiduciati”, conclude.