Quelli del week end a cavallo fra il luglio e l’agosto del 2026 sono stati giorni di grande festa a Ceriana, che ha celebrato i cento anni della Compagnia Sacco.
Formatasi il 1 agosto del 1926,la “Sacco” è considerata uno dei testimoni più rappresentativi dell’antica tradizione popolare cerianasca, ma non solo.
In un paese, Ceriana, dove il canto costituisce ancora oggi un’espressione profondamente radicata nella vita comunitaria, la ricorrenza, molto attesa, è stata celebrata da una serie di appuntamenti dedicati alla storia del gruppo, alla sua attività e ai numerosi viaggi che nel corso del tempo hanno portato il canto cerianasco anche fuori dai confini italiani.
Canto che la Compagnia ha conservato in una particolare struttura polifonica caratterizzata dalla presenza dei bassi di bordone, che svolgono la funzione di basso continuo.
Il canto viene generalmente introdotto dalla seconda voce di baritono, alla quale si aggiunge la prima voce di tenore, più acuta. I bassi di bordone accompagnano le voci soliste e dall’incontro dei diversi registri nasce il cosiddetto “cantino”, un effetto acustico che produce l’impressione di una voce femminile, pur essendo generato esclusivamente dall’intreccio delle voci maschili. Una struttura vocale che, insieme ai testi della tradizione, costituisce una delle caratteristiche più riconoscibili del canto cerianasco.
“Abbiamo pensato a tre grandi giornate di festa perché è una storia di cento anni, cento anni contraddistinti da viaggi, da momenti di grande festa, ma anche da momenti di conservazione delle tradizioni che hanno rappresentato anche relazioni con l’università e con il mondo dotto”, ha spiegato Matteo Lupi, componente della Compagnia Sacco dal 2001. “La Compagnia Sacco rappresenta davvero il testimone più veritiero dell’antica tradizione popolare del bordone di Ceriana.”
Il primo appuntamento delle celebrazioni si è svolto sabato 1 agosto in piazza Guglielmo Marconi, dove la Compagnia Sacco ha condiviso la giornata con corali e gruppi folk che nel corso degli anni hanno partecipato insieme al gruppo a diversi festival, affiancando la musica si a momenti conviviali dedicati alla comunità.
La celebrazione del centenario è poi proseguita con una serata dedicata alla memoria audiovisiva della Compagnia, attraverso una serie di proiezioni che ripercorrono la sua storia dagli anni Sessanta ai giorni nostri.
Un ulteriore momento commemorativo è previsto inoltre per il 7 settembre, alla vigilia della Madonna della Villa, quando verrà svelata una targa dedicata ai cento anni della Compagnia presso il Bar Stella d’Italia, oggi Star Pub.
I viaggi e gli incontri che hanno portato il canto di Ceriana nel mondo costituiscono alcuni dei capitoli più significativi della storia del gruppo.
“Credo che siano quattro le date simbolo.” spiega Lupi. “Nel 1954 Alan Lomax, grande etnomusicologo americano, si ferma a Ceriana a registrare i canti della Sacco e li conserva in una serie di album che vengono pubblicati in America sul folklore italiano”, ha ricordato Lupi.
Il secondo passaggio risale al 1966, quando la Compagnia venne invitata da Paolo Grassi al Piccolo Teatro di Milano per una serie di concerti, le cui registrazioni sono ancora conservate nelle teche della Rai.
Nel 1975 arrivò invece l’invito a New York, in occasione del bicentenario dell’indipendenza americana, con una tournée che portò sette cerianaschi negli Stati Uniti. L’ultimo dei grandi viaggi ricordati da Lupi è quello del 2017 in Australia, al quale partecipò personalmente.
“Portiamo insieme la storia delle nostre antiche tradizioni, quindi anche quello che riguarda la Settimana Santa e le confraternite. Non nascondiamo anche il valore aggiunto che la Sacco dà per difendere il canto popolare”, ha sottolineato Lupi. “Spesso stiamo assistendo a tante contaminazioni di stili e di gusti che noi non contestiamo, però rivendichiamo il valore aggiunto del nostro canto tradizionale perché è tramandato di generazione in generazione, sempre fedele all’originale.”
Il tema del ricambio generazionale rappresenta infatti uno degli aspetti centrali per la continuità della Compagnia. Tra i componenti più giovani c’è Sebastiano Soldano, classe 2003, che ha 23 anni.
“Stiamo facendo un lavoro per incentivare l’ingresso nella compagnia di altri giovani componenti che possano cantare nei tre registri, quindi la seconda voce del baritono, la prima voce di tenore o il basso di bordone”, ha spiegato Lupi. “Quello che conta è riuscire a mantenere vivo questo patrimonio, per testimoniare a chi non c’è più, e oggi li ricorderemo tutti, che questa tradizione resiste altri cento anni. Noi ce lo auguriamo.”
Il nome stesso della Compagnia Sacco richiama le origini popolari del gruppo. Deriva infatti dall’abitudine dei lavoratori che si recavano nei campi di portare sulle spalle un sacco bianco contenente le provviste per il pranzo. Il canto accompagnava il lavoro quotidiano e, in un secondo momento, alcuni di quei cantori decisero di organizzarsi in un gruppo strutturato, dotato anche di uno statuto.
Il centenario è stato così anche un momento per ricordare le generazioni che hanno contribuito a mantenere viva questa tradizione.
Nel messaggio rivolto alla Compagnia, il sindaco di Ceriana Maurizio Caviglia ha definito la ricorrenza “un traguardo straordinario”, sottolineando come la storia del gruppo non appartenga soltanto ai suoi cantori, ma all’intera comunità.
“La Compagnia Sacco non è soltanto un gruppo vocale. È una parte dell’identità di Ceriana”, ha scritto il sindaco in una nota “Attraverso il canto ha saputo raccontare la nostra storia, le nostre emozioni, il legame con la terra, con le confraternite e con quei valori di amicizia, solidarietà e appartenenza che hanno sempre caratterizzato la nostra comunità.”
“Celebrare un centenario non significa soltanto ricordare ciò che è stato, ma assumersi la responsabilità di consegnare questa preziosa tradizione alle nuove generazioni. È un patrimonio che appartiene a tutti noi e che abbiamo il dovere di proteggere e valorizzare”, ha scritto Caviglia.







