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Al Casinò di Sanremo, nell’ambito dei Martedì Letterari, lo scrittore Valerio Aiolli presenta il suo ultimo romanzo, Portofino Blues, un’opera che affonda le radici in uno dei casi più enigmatici della cronaca italiana recente.

Il libro ricostruisce infatti la vicenda della contessa Francesca Vacca Agusta, scomparsa e poi tragicamente morta circa venticinque anni fa, in circostanze mai del tutto chiarite, come spiega lo stesso autore: “È la ricostruzione di un fatto di cronaca avvenuto un po’ di anni fa. ho cercato di tirar fuori le parti più nascoste di questa storia”.

Un romanzo tra cronaca e immaginazione

Il cuore del libro è la tensione tra realtà documentata e interpretazione narrativa. Aiolli non si limita a raccontare i fatti, ma entra nelle pieghe più oscure della vicenda, cercando di restituire una dimensione umana e psicologica ai protagonisti.

La scena centrale è quella di Villa Chiara, luogo simbolico in cui si intrecciano segreti, relazioni e tensioni che riflettono un’intera epoca della storia italiana. L’autore sottolinea come: “Questi personaggi racchiudono dentro Villa Chiara un pezzo importante di storia italiana”.

Il mistero irrisolto: incidente, suicidio o altro?

Uno degli elementi più potenti del romanzo è proprio l’ambiguità che circonda la morte della contessa. La verità giudiziaria non ha mai chiarito completamente i fatti, lasciando spazio a interrogativi ancora aperti.

Aiolli sfrutta questa zona d’ombra per costruire una narrazione che non pretende di offrire risposte definitive, ma invita il lettore a interrogarsi: “È una morte rimasta con lati in ombra… non è mai stato chiarito fino in fondo come sia caduta dalla rupe”. Questa incertezza diventa terreno fertile per la letteratura, che interviene con strumenti propri: immaginazione, immedesimazione e interpretazione.

La letteratura come verità alternativa

Nel romanzo, la verità non è unica né definitiva. Aiolli propone una riflessione più ampia sul ruolo della narrativa: non ricostruire i fatti in modo oggettivo, ma offrire una “verità possibile”, capace di illuminare aspetti invisibili della realtà. Come afferma lo scrittore: “La letteratura può creare una realtà diversa, che magari non sarà la verità assoluta, ma è comunque una verità“.

Un’opera che interroga il lettore

Portofino Blues si configura così come molto più di un romanzo di cronaca: è un’indagine sull’ambiguità, sul potere del racconto e sul confine sottile tra realtà e finzione. Con una scrittura intensa e analitica, Aiolli restituisce al lettore non solo una storia, ma un’esperienza: quella di confrontarsi con il dubbio, con ciò che resta irrisolto e con la complessità della natura umana.