Questo pomeriggio il Casinò di Sanremo, nel suo Teatro dell’Opera ha ospitato un nuovo appuntamento del ciclo “Casinò Culturae Festival”, dedicato alla “La Conferenza di Pace di Sanremo 1920. Sanremo al centro del nuovo assetto internazionale”, con l’intervento dello storico Gastone Breccia, docente di Storia bizantina e Storia militare antica all’Università di Pavia.
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il volume “A patti con il nemico. Storia del mondo in 25 trattati di pace” (Marsilio), insieme alla proiezione del documentario di Roberto Pecchinino, dedicato proprio allo storico avvenimento.
Un appuntamento che ha riportato al centro dell’attenzione una pagina storica spesso poco conosciuta, ma decisiva per gli equilibri internazionali del Novecento e oltre.
“È stata una conferenza fondamentale” ha spiegato il professor Gastone Breccia. “perché ha costituito il preliminare del Trattato di Sèvres, che tenta di ridisegnare il Levante. Lì nascono nuovi Stati, si gettano le basi di quello che sarà lo Yishuv, cioè lo Stato di Israele. Sono principi che verranno poi ripresi anche dalle Nazioni Unite nel 1947 per la definizione dei confini tra Israele e uno Stato arabo di Palestina. È quindi un passaggio fondamentale della nostra storia, 106 anni fa”, ha aggiunto.
Interrogato sul tema dei confini tracciati nel dopoguerra, Breccia ha sottolineato la complessità del contesto storico post-grande guerra.
“Si tentò di ridisegnare il Levante anche sulla base dei Quattordici punti di Woodrow Wilson, che prevedevano l’autodeterminazione dei popoli. Ma ci si rese subito conto che era impossibile separare nettamente le popolazioni: erano mescolate e non era realistico creare Stati perfettamente corrispondenti alle identità locali. I confini furono spesso tracciati sulla carta, in parte seguendo gli interessi delle potenze coloniali, soprattutto Francia e Gran Bretagna, anche sulla base degli Accordi Sykes-Picot. Questo ha lasciato eredità che vediamo ancora oggi, con stati non sempre stabili”, ha spiegato lo storico.
Sul valore attuale di quella conferenza, Breccia ha infine osservato:
“Molte conferenze di pace della storia umana sarebbero da rifare. Anche quella di Sanremo certamente sì, ma bisogna ricordare che fu rapidamente superata dagli eventi: già con il Trattato di Sèvres e poi con quello di Losanna del 1923 molti degli accordi non furono applicati. La Turchia si ribellò e si arrivò a un assetto molto diverso da quello immaginato a Sanremo”.
Per approfondire la storia completa della Conferenza di Pace del 1920 e il ruolo di quell’appuntamento nel ridisegno degli equilibri mondiali, è disponibile un articolo di approfondimento dedicato.




