Un telefono cellulare occultato nelle parti intime di un detenuto in regime di semilibertĂ Ăš stato scoperto e sequestrato dalla Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Imperia.
Un intervento che conferma, ancora una volta, lâelevata attenzione e professionalitĂ degli agenti, chiamati quotidianamente a garantire sicurezza e legalitĂ nonostante la carenza di personale e il sovraffollamento detentivo. A rendere noto lâepisodio Ăš Giuseppe Giangrande, segretario provinciale del SAPPE, che esprime il proprio apprezzamento per il personale intervenuto.
Il detenuto, giĂ sottoposto allâattenzione degli operatori dellâistituto di via Giacomo Agnesi, Ăš rientrato dopo aver svolto unâattivitĂ lavorativa allâesterno nellâambito del regime di semilibertĂ . Durante i controlli di rientro, effettuati dalla Polizia Penitenziaria con il supporto del Preposto alla Sorveglianza Generale, Ăš stato individuato il telefono cellulare occultato nelle parti intime.
“Ancora una volta i poliziotti penitenziari di Imperia hanno dimostrato professionalitĂ , attenzione e capacitĂ operativa”, sottolinea. “Questo risultato assume ancora piĂč valore perchĂ© ottenuto in un contesto caratterizzato da carenza di personale, sovraffollamento e condizioni di lavoro sempre piĂč complesse. Gli agenti continuano a garantire la sicurezza dellâistituto con un impegno straordinario, ma non Ăš possibile pensare che il sistema possa reggersi indefinitamente sui sacrifici del personale”.
Sul caso interviene Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del SAPPE per la Liguria, che si complimenta con gli operatori e richiama lâattenzione sulle criticitĂ strutturali che gravano sul sistema penitenziario ligure: “Nel Ponente ligure le difficoltĂ sono ormai evidenti e non possono essere ignorate”, afferma. “La mancanza di un istituto penitenziario nella provincia di Savona e lâassenza di un Provveditorato regionale dellâAmministrazione Penitenziaria in Liguria rappresentano criticitĂ che incidono sullâorganizzazione del servizio e sui carichi di lavoro. Il SAPPE chiede da tempo lâapertura del Provveditorato in Liguria: Ăš una scelta necessaria per assicurare una gestione piĂč efficace, coordinata e vicina alle esigenze degli istituti e del personale”.
Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, lâoperazione di Imperia rappresenta lâennesima dimostrazione del ruolo fondamentale svolto dalla Polizia Penitenziaria. “Ci complimentiamo con i poliziotti penitenziari che hanno impedito lâingresso del telefono cellulare nellâistituto, operando con capacitĂ , professionalitĂ e senso del dovere. A fronte di risultati come questo, Ăš doveroso riconoscere formalmente il merito del personale intervenuto, anche attraverso uno specifico elogio”.
Capece annuncia inoltre che lâepisodio sarĂ portato allâattenzione dei vertici del Dipartimento dellâAmministrazione Penitenziaria, ribadendo la necessitĂ di un intervento concreto sugli organici. “Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare sempre di piĂč con sempre meno uomini e donne”, conclude il segretario generale del SAPPE. “Servono assunzioni, organici adeguati e condizioni operative allâaltezza dei compiti affidati al Corpo. La sicurezza degli istituti penitenziari non puĂČ essere affidata soltanto alla professionalitĂ e al sacrificio degli agenti: occorrono risposte urgenti e strutturali da parte dellâamministrazione e della politica”.
Il SAPPE rinnova infine il proprio sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria, che quotidianamente garantiscono la sicurezza degli istituti e la tutela della legalitĂ , spesso operando in condizioni di grave difficoltĂ .







