A seguito delle critiche mosse al Partito Democratico dal consigliere comunale di maggioranza Daniele Ciccione, che aveva contestato l’assenza dei consiglieri dem alla II Commissione consiliare, è intervenuta Loredana Modaffari, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Imperia.
“Indubbiamente guardare in casa d’altri è un vizio psicologico legato a gelosia ossessiva o a tratti di morbosità e curiosità compulsiva verso la vita altrui, ma quando succede nell’ambiente politico, l’abitudine spesso si veste di altro e diventa una strategia elettorale, comunicativa e a volte di sopravvivenza”, afferma Modaffari.
Secondo la capogruppo del Pd, lo scopo può essere quello di “spostare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica dai propri fallimenti, così anestetizzando il dilagante pensiero critico verso la propria leadership”, ma anche di “individuare crepe e malumori interni nella fazione opposta, con l’obiettivo di ‘rubare’ consenso o allontanare timori atavici”.
Modaffari entra quindi nel merito delle dichiarazioni di Ciccione e sostiene che “le velenose parole del consigliere mal celano i diversi intenti”. Tra questi, cita “esorcizzare il timore di pericolose derive del rapporto politico tra il sindaco e il Partito Democratico imperiese”, definito “spesso ambiguo in passato, dal ballottaggio del 2018 alle aperture civiche del 2023”.
Secondo Modaffari, ci sarebbe anche il tentativo di “giocare a seminare zizzania in un gruppo di recente nascita il cui peso politico è indiscutibile, lisciando il pelo di alcuni e sputando su altri, stigmatizzando le differenze che per il Partito Democratico sono risorsa”.
Infine, la capogruppo parla di un possibile tentativo di “prendersi una rivincita da scuola materna”, accompagnato da un “esternato senso di inferiorità nei confronti di chi, durante questa consiliatura, ha lavorato incessantemente, studiando approfonditamente le pratiche, portando alla luce motivati vizi e criticità, proponendo soluzioni per i problemi dei cittadini, dal più piccolo al più importante, ascoltando ed accogliendo”.
Rivolta direttamente a Ciccione, Modaffari aggiunge: “Ebbene, consigliere Ciccione, l’assenza dei membri del nostro gruppo alla commissione consiliare, della durata di meno di un quarto d’ora e dall’oggetto che purtroppo ben conosciamo, e su cui ci soffermeremo ampiamente in sede di consiglio comunale dopo aver effettuato il rituale accesso agli atti per avere contezza ed offrire notizia ai cittadini di questo fiume di denaro destinato ad una manifestazione il cui giudizio negativo serpeggia in città, potrebbe essere giustificata personalmente da ciascuno di noi, ma non è dovuto”.
Secondo la capogruppo del Pd, il tema delle presenze alle commissioni dovrebbe essere valutato in maniera complessiva. “Il sindaco, intanto, potrebbe realizzare un report dei numeri della partecipazione dei consiglieri tutti alle commissioni consiliari, come ha fatto per le tempistiche degli interventi in consiglio comunale con i risultati che tutti conoscono e che parlano di impegno e rispetto per il ruolo”, sostiene.
“Ebbene, in questo caso scopriremmo che all’assenza purtroppo contemporanea, ad un’unica riunione di fine estate, dei membri del Partito Democratico corrispondono abituali diserzioni di appartenenti alla maggioranza stigmatizzate dall’opposizione solo allorquando l’assenza del numero legale ha reso impossibile il lavoro”, prosegue Modaffari.
“D’altronde, in termini puramente psicoanalitici, si assiste spesso a fenomeni di proiezione: si attribuiscono agli avversari i propri stessi difetti inconsci”, conclude.








