È scontro politico a Bordighera sulla gestione del personale comunale. Al centro del confronto ci sono le recenti scelte organizzative dell’ente, dalla mancata proroga di alcuni incarichi dirigenziali alla nomina di un funzionario incaricato dell’affiancamento al sindaco, fino alla vicenda relativa a un possibile procedimento disciplinare nei confronti di un ex dirigente.
A sollevare il caso sono stati i capigruppo di Fratelli d’Italia e Obiettivo Bordighera, Massimiliano Iacobucci e Davide Sattanino, che hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione consiliare rivolta al sindaco Marzia Baldassarre.
Le parole di Massimiliano Iacobucci e Davide Sattanino
“La macchina comunale non può essere piegata alla politica. La gestione del personale deve servire l’Amministrazione e la città”, esordiscono i due esponenti di minoranza.
Secondo Iacobucci e Sattanino, la gestione della pianta organica deve essere orientata esclusivamente al buon andamento dell’ente e alla qualità dei servizi: “La gestione del personale rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’azione amministrativa. La pianta organica di un Comune deve essere costruita e organizzata esclusivamente per garantire il buon andamento dell’ente, l’efficienza dei servizi e l’interesse della collettività. Non può e non deve diventare uno strumento di consenso, di contrapposizione politica o, peggio ancora, di regolamento di conti personale”.
La minoranza ha puntato l’attenzione sulla mancata proroga degli incarichi dirigenziali all’Ufficio Tecnico e alla Ragioneria dell’ente, oltre alla nomina di un funzionario per un incarico di collaborazione con il sindaco.
“Non formuliamo sentenze, ma chiediamo che vengano spiegati in modo trasparente i criteri adottati, affinché sia chiaro che le decisioni siano state assunte esclusivamente nell’interesse dell’amministrazione e secondo principi di merito, competenza e imparzialità”, commentano.
La questione del personale
L’opposizione ha inoltre chiesto chiarimenti sulle indiscrezioni relative a un possibile procedimento disciplinare nei confronti di un ex dirigente, dopo un presunto giudizio positivo espresso sull’ex sindaco Vittorio Ingenito per un possibile incarico di revisore dei conti nel Comune di Ventimiglia.
“La nostra iniziativa non è rivolta contro le persone, ma a tutela delle istituzioni. La res publica appartiene a tutti i cittadini, non alla maggioranza di turno. Gli uffici comunali non sono un terreno sul quale consumare vendette, dispetti o ritorsioni”, sottolineano.
I due capigruppo hanno richiamato i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, chiedendo che la gestione amministrativa resti separata dalle dinamiche politiche: “Ad oggi abbiamo il ragionevole dubbio che ogni atto amministrativo sia stato dettato da logiche di post campagna elettorale e questo non è tollerabile. Faremo ogni azione permessa per evitarlo e tutelare la città e il Comune da un’amministrazione autoreferenziale”.
La replica dell’amministrazione
Alle accuse della minoranza ha replicato l’amministrazione comunale, respingendo la ricostruzione politica dell’opposizione: “Rispettare la legge non è una vendetta e correggere una situazione giuridicamente discutibile non è un regolamento di conti”.
La maggioranza ha annunciato che risponderà nel dettaglio durante il prossimo consiglio comunale, ma contesta l’idea che le scelte organizzative siano frutto di ritorsioni personali.
Gli incarichi dirigenziali
Sul mancato rinnovo dell’incarico alla guida del Settore Tecnico, l’amministrazione precisa che non ci sarebbe stata alcuna penalizzazione nei confronti dei dipendenti.
In attesa della ridefinizione dell’organizzazione dell’ente, la direzione del Settore Tecnico è stata affidata temporaneamente al segretario generale, mentre quella del Settore economico-finanziario è stata assegnata al dirigente amministrativo già in servizio.
Secondo la maggioranza, l’incarico tecnico era stato conferito ai sensi dell’articolo 110, comma 2, del Tuel per esigenze straordinarie legate ai progetti Pnrr e, con la conclusione di quella fase, la proroga non poteva essere considerata automatica.
“Gli incarichi pubblici non sono vitalizi e l’esperienza non attribuisce un diritto automatico alla riconferma”.
Il caso del funzionario vicino al sindaco
L’amministrazione è intervenuta anche sulle contestazioni relative al funzionario incaricato dell’affiancamento al sindaco, precisando che non si tratta di un nuovo incarico esterno né della creazione di un nuovo posto di lavoro: “Si tratta di un dipendente in servizio al Comune dal 1991, che negli anni ha ricoperto responsabilità sotto amministrazioni di diverso orientamento politico”.
Per la maggioranza, definire il funzionario come “politicamente vicino” senza indicare fatti concreti sarebbe una ricostruzione fuorviante.
La vicenda del centro estivo
Un altro punto affrontato riguarda la procedura relativa al centro estivo, finita all’attenzione del Tar.
Secondo l’amministrazione, il funzionario citato dalla minoranza non era responsabile del procedimento, non aveva sottoscritto l’avviso e non aveva adottato il provvedimento finale, ma aveva partecipato esclusivamente come componente della commissione di valutazione.
“L’annullamento di un atto amministrativo non determina automaticamente una responsabilità individuale”, afferma.
La questione dell’ex dirigente
Infine, la maggioranza ha smentito che sia stato ipotizzato un procedimento nei confronti dell’ex dirigente del Settore economico-finanziario per una semplice opinione positiva espressa nei confronti dell’ex sindaco Vittorio Ingenito.
Secondo l’amministrazione, si tratterebbe della trasmissione di una segnalazione agli organi tecnici competenti, chiamati a valutare autonomamente i fatti: “La trasmissione di una segnalazione agli organi tecnici competenti rientra nei doveri istituzionali e non equivale né a una sanzione né a una condanna”.
La maggioranza ribadisce la propria posizione: “La minoranza da una parte richiama i principi di imparzialità e separazione tra politica e macchina amministrativa. Dall’altra pretenderebbe che il sindaco non desse seguito a segnalazioni circostanziate, prorogasse automaticamente incarichi a termine e non valorizzasse professionalità già presenti all’interno del Comune”.
“Non accettiamo lezioni di imparzialità da chi confonde la continuità amministrativa con il rinnovo automatico degli incarichi e il rispetto delle regole con una vendetta politica”, conclude.








