Annata di scarica per l'olio ligure, Boeri: "La qualità resta eccezionale"

Se quella dell’anno scorso era stata definita da molti “l’annata del secolo”, per l’olivicoltura ligure il 2019 rappresenta un anno di scarica. A condizionare la raccolta è stato soprattutto il clima sfavorevole della scorsa primavera e il caldo umido di luglio/agosto.

Ma come si presenta la stagione olivicola 2019/2020? “Quest’anno puntiamo a fare circa 1/4 della produzione dell’anno passato, che è stato eccezionalmente buono in quantità e qualità – spiega Paolo Boeri di Olio Roi, tra le principali aziende del Ponente ligure. – Quest’anno le quantità saranno ridotte ma la qualità sarà sempre assicurata, anche grazie a tutta l’innovazione che abbiamo fatto, quindi con il nuovo sistema di lavorazione delle olive riusciamo ad essere più precisi e più veloci”.

Anche quest’anno si è ripresentato il problema della mosca olearia, vero e proprio flagello per l’agricoltura: “Ci sono state problematiche di mosca e altri parassiti – prosegue Boeri – il clima non è stato dalla nostra parte e ha sviluppato parassiti e bruciato i fiori in un periodo nel quale l’albero è al massimo della delicatezza”.

Per ovviare a queste problematiche, nel Ponente ligure la raccolta è stata anticipata di quindici – venti giorni rispetto ai tempi tradizionali per il timore di un altrettanto repentino peggioramento delle condizioni climatiche o l’insorgere di altri problemi. “Quando ci sono annate del genere si tende ad anticipare per salvare il salvabile; si è già cominciato a raccogliere dal mare, dove sono venute buone olive, mentre in montagna sarà la parte più sofferente quest’anno. A frangere abbiamo iniziato da una settimana, sta andando bene e stiamo prendendo la mano con questo nuovo frantoio”, conclude.