Le previsioni dei Delfini del Ponente non si sono fatte attendere. Questa mattina i biologi dell’associazione si sono recati sulle spiagge di Andora, presso la Fondazione Sacra Famiglia, dove sono state rinvenute sette piccole tartarughe Caretta caretta.
“I biologi sono impegnati nelle attività di monitoraggio e nel recupero degli esemplari, accompagnandoli verso l’acqua quando necessario”, dichiara il sindaco Mauro Demichelis. “È certamente un regalo del compianto Fabrizio Valente, che qui purtroppo ha perso la vita per salvare un turista. Da questo luogo, oggi, nasce la vita”.
Da oggi prende anche il via anche il presidio della spiaggia da parte dei biologi e volontari dei Delfini del Ponente, impegnati a monitorare l’area e a verificare l’eventuale presenza di altre tartarughine.
Un intervento che arriva a poche ore dall’appello lanciato sul nostro giornale dalla biologa Elena Fontanesi, vicepresidente dell’associazione, con la quale proprio ieri era stato affrontato il tema della possibile schiusa dei nidi sulle spiagge liguri.
Nei prossimi giorni, altre piccole Caretta caretta, dal peso di appena una ventina di grammi e lunghe circa cinque centimetri, potrebbero emergere dalla sabbia e raggiungere la battigia. Un momento durante il quale le tartarughine possono però disorientarsi, in particolare a causa dell’inquinamento luminoso, finendo per allontanarsi dalla direzione del mare.
In caso di avvistamento, l’indicazione degli esperti è chiara: non toccare le tartarughine, non illuminarle e non improvvisarsi soccorritori. È importante inoltre mantenere libera l’area per evitare che gli esemplari vengano accidentalmente calpestati.
La segnalazione deve essere effettuata immediatamente al 1530 della Guardia Costiera, che provvederà ad attivare i biologi marini e il GLIT – Gruppo Ligure Tartarughe.
Particolare attenzione anche alle tracce sulla sabbia, che non devono essere calpestate né alterate. Possono infatti fornire indicazioni importanti sulla presenza di un nido o sul passaggio di una tartarughina. Lasciare l’area intatta e, quando possibile, documentare la traccia può consentire agli esperti di intervenire e attivare le procedure di tutela.
Nel video servizio a inizio articolo le interviste al sindaco Mauro Demichelis, alla biologa Elena Fontanesi e all’assessore Alexandra Allegri.







