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Fanghetto, frazione del comune di Olivetta San Michele, è l’ultima tappa italiana della Val Roja prima di entrare in territorio francese.

La storia di Fanghetto ha origini antiche: era il nome di un appezzamento terriero nel quale, a partire dal XVII secolo, si insediarono alcune famiglie locali, tra cui i Trucchi.

La testimonianza dell’importanza della famiglia Trucchi si può vedere all’entrata del paese, dove sotto un imponente arco si trova una vasca d’acqua e sopra una targa in marmo, che ne identifica il restauro ad opera del signor Stefano Isidoro Trucchi, avvenuto nel 1897. Lo stesso fece anche restaurare la chiesa del paese, nel 1915.

Ad accoglierci nel centro l’ampia Piazza del Popolo, da cui si ramifica ed eleva il paese, tra caruggi dai nomi curiosi come via Oscura, via Corridoio o via del Sarto.

Tutto è compresso in un tutt’uno di pietre che forma un puzzle affascinante, spesso non si identifica dove inizia un edificio e si conclude l’altro, come nel caso della Chiesa degli Angeli Custodi, riconoscibile solo dalla pittura muraria sulla facciata e dal campanile che la sovrasta.

Archi e scale concludono il mosaico di pietra, dove il forno del borgo e l’antico frantoio ricordano un tempo fatto di comunione e vita di paese, scandita dal ritmo dell’attività agricola che rimane ancora ben visibile.

Percorrendo via del Castello possiamo arrivare alla sua sommità, dove il borgo lascia spazio a mulattiere e terrazzamenti, fino al cimitero, che ci apre la vista alla valle e al fiume Roja con i suoi percorsi tortuosi.

Guardare il paese arroccato sulla roccia e protetto dal fiume ci dà davvero la sensazione di essere un baluardo sul confine. Fanghetto divenne ufficialmente tale solo dal 1947, dopo lo smembramento del Comune di Olivetta San Michele, con la perdita delle frazioni di Piena e Libri divenute territorio francese, avvicinando così il confine alla costa.

Il confine e soprattutto l’internazionalità del luogo si leggono dai nomi che contornano le case e da vetrate di gusto più nordeuropeo, infatti molti olandesi, tedeschi e scandinavi hanno deciso di acquistare e ristrutturare diversi edifici di questo fantastico borgo multiculturale di confine.

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