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La riforma sanitaria regionale, le criticità del numero unico di emergenza 112, il progetto del nuovo ospedale del Ponente e la carenza di personale. Sono i temi affrontati con Enrico Ioculano, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità, nel corso della nostra intervista, che critica le scelte della giunta guidata dal presidente Marco Bucci e chiede maggiore attenzione alle esigenze del territorio.

“A noi questa riforma non è piaciuta sin dall’inizio, anche perché, come abbiamo già detto quasi un anno fa, non risponde a quelle che sono le esigenze. È stata strutturata dal presidente Bucci e dall’assessore Nicolò solo ed esclusivamente sulla base di nozioni di natura di bilancio”, afferma Ioculano.

Secondo il consigliere, gli accorpamenti delle aziende sanitarie e dei presidi ospedalieri stanno facendo emergere le prime difficoltà. “Oggi chi ha proposto, chi ha portato avanti, chi si è battuto per far approvare questa riforma inizia ad avere i primi dubbi sull’efficacia. Perché? Perché la risposta negativa arriva prima di tutto dagli stessi operatori. La confusione oggi purtroppo è all’ordine del giorno”.

Numero unico 112, le preoccupazioni per il Ponente

Tra i punti più delicati c’è l’unificazione del servizio di emergenza, con il trasferimento delle attività alla centrale di Genova. Ioculano riferisce le preoccupazioni degli operatori che lavoravano al 118 di Bussana e segnala possibili criticità nella gestione delle ambulanze e dei trasferimenti tra ospedali.

“Questo è uno dei temi che forse ai cittadini arriva di più, perché il 118 l’hanno chiamato nella loro vita. Quindi qual è l’aspetto? È che è stato fatto molto di corsa”, sostiene.

Il consigliere richiama anche una segnalazione dei Vigili del Fuoco, relativa a problematiche riscontrate durante alcuni servizi, sulla quale ha chiesto chiarimenti all’assessore regionale.

“Su questo non si può scherzare, non si può essere leggeri. Se ci sono dei problemi e possono essere superati, ma perché negare anche le problematiche?”, aggiunge, riferendo inoltre che durante una visita alla nuova centrale di Genova erano emerse criticità nei collegamenti satellitari di alcune ambulanze.

Nuovo ospedale di Taggia

Ioculano rilancia anche la necessità di realizzare il nuovo ospedale del Ponente ligure, che dovrebbe sorgere a Taggia. Secondo il consigliere, i nosocomi di Sanremo e Imperia richiedono investimenti continui e una riorganizzazione che permetta di utilizzare meglio le risorse disponibili.

“Il nuovo ospedale io ritengo sia fondamentale per la nostra provincia”, dichiara. “Un conto è rinnovare, un conto è tenere in piedi e avere un ospedale nuovo, un conto è avere due presidi vecchi che devono essere continuamente manutenuti e sostenuti con dei doppioni”.

Un altro elemento è la carenza di professionisti sanitari. “Medici, infermieri, personale sanitario a vario titolo, è carente, noi dobbiamo avere la necessità di mettere assieme quelle risorse che abbiamo, perché un domani non è detto che ne avremo di più”.

Medici a gettone e autonomia differenziata

Sul ricorso ai medici a gettone, Ioculano individua tra le cause le condizioni economiche offerte ai professionisti.

“Una grossa responsabilità oggi ce l’ha il Governo nazionale, perché da questo punto di vista la Regione, su questo possiamo dire che ha un po’ meno responsabilità. Bisogna riuscire a disciplinare in modo opportuno soprattutto gli aspetti retributivi”, dice.

Il consigliere esprime inoltre preoccupazione per l’autonomia differenziata, che a suo giudizio potrebbe favorire le Regioni con maggiori disponibilità finanziarie nella competizione per attrarre personale sanitario.

“Questa è un’autonomia non basata sull’esigenza del territorio, ma è un’autonomia basata sulla capacità finanziaria e quindi fiscale che la regione ti può dare”, sostiene, paventando il rischio che la Liguria perda ulteriormente attrattività rispetto a territori come la Lombardia.

Numero chiuso a Medicina e liste d’attesa

Sul numero chiuso a Medicina, Ioculano ritiene prioritario incentivare la scelta delle specializzazioni meno richieste, a partire dall’emergenza-urgenza.

“Il tema non sia fondamentalmente quello, ma sia come possiamo agevolare i ragazzi che studiano medicina a scegliere quelle discipline che oggi non sono tra le più appetibili, penso all’emergenza-urgenza”, spiega.

In chiusura, il consigliere richiama il diritto dei cittadini a ricevere le prestazioni prescritte nei tempi previsti, ricordando la possibilità di rivolgersi all’ASL in caso di liste d’attesa eccessive.

“Nel momento in cui il vostro medico di base fa una prescrizione e una persona non trova soddisfazione, ha diritto a chiedere all’ASL che quella stessa visita venga fatta anche in intramoenia, pagando il costo del ticket e il resto a carico dell’ASL”, conclude.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Ioculano.