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È stato Giuseppe Conte il protagonista dell’appuntamento di questo pomeriggio con i Martedì Letterari del Casinò di Sanremo, curati da Marzia Taruffi. Lo scrittore, poeta e saggista ha presentato il suo ultimo libro, “Della stessa sostanza dei sogni” (Bompiani), accompagnato dalle letture dell’attrice del Teatro dell’Albero Loredana De Flaviis.

Al centro dell’incontro il concetto di mito, che Conte considera una componente essenziale della condizione umana e una neccesità per la società contemporanea.

Nel libro sono 39 i personaggi della mitologia greca che prendono la parola attraverso brevi monologhi e raccontano la propria storia a un senzatetto che vive su una spiaggia della Sicilia. Tra divinità, eroi e figure della tradizione classica, i protagonisti riemergono così dal passato per confrontarsi con il presente.

“Sono 39 personaggi della mitologia greca, alcuni molto conosciuti, altri meno conosciuti e tutti da scoprire, raccontano la loro storia. La raccontano a un senzatetto che vive sulla spiaggia della Sicilia”, ha spiegato Conte. “Essendo apparizioni, sono anche vicine ai sogni, e raccontano ognuno in maniera diversa la propria storia. Dalla storia dell’amore di cui parla Afrodite a tutto il resto di cui parlano le altre divinità e gli altri eroi. Il rapporto con il mito per me è un rapporto essenziale. È una pratica che ho iniziato quando ero giovane ed è la riscoperta del senso delle origini, perché noi l’abbiamo perduto. Nessuno si pone più il perché, tutti si chiedono come. Domina il pensiero analitico, ma nessuno si pone più le mani sul perché. Il mito risponde al tema di come è nata la vita sulla Terra, di come siamo nati noi, di come è conformata la nostra anima. Quindi il mito è un ritorno alle origini del sapere e io credo che sia importante, oggi soprattutto”.

Nel corso dell’incontro Conte ha affrontato anche il rapporto con il misticismo islamico, interesse coltivato attraverso i suoi viaggi e i suoi studi, dedicando un passaggio alla situazione in Medio Oriente e alla guerra a Gaza.

“Considero necessario conoscere e studiare l’Islam, perché oggi si ha una visione distorta. Si pensa all’Islam come a una religione terrorista, mentre io l’ho viaggiato, l’ho conosciuto dal Marocco all’Iran e ho scoperto che ha una profondissima filosofia e poesia, che può stare alla pari con quella occidentale. Per questo sono affascinato da quel sapere, dall’aspetto del misticismo e della ricerca della verità nella cultura islamica”.

“Sulla crisi in Medio Oriente non ho scritto molto. Ho scritto una poesia in onore di Anas al-Sharif, l’ultimo giornalista palestinese ucciso dagli israeliani. Questa poesia è stata scritta in italiano ed è stata tradotta in arabo. Io pensavo sarebbe stata presa per un’antologia, invece è stata presa da Al Jazeera, che è una televisione fondamentale per il mondo arabo, ed è stata trasmessa e commentata da un giornalista egiziano. Io sono decisamente, senza remore, dalla parte dei palestinesi. Lo sono stato sempre e continuo a esserlo, a qualunque costo e a qualunque prezzo. Sono il popolo più oppresso che oggi ci sia sulla faccia della Terra. Io condanno la violenza da qualunque parte provenga, ma lì è successo qualcosa di più. Questo è il punto più importante”.

La presentazione si è inserita nel calendario dei Martedì Letterari, che proseguirà il prossimo 22 settembre alle 16.30 con Laura Guglielmi, chiamata a presentare il volume “Mary Shelley. La meravigliosa creatura” (Morellini).