video
play-rounded-outline
06:09

Grande interesse e viva partecipazione di pubblico ieri pomeriggio nella chiesa di San Giovanni Battista a Diano Castello, dove, nell’ambito della manifestazione “Castrum Diani 2026”, si è tenuta la conferenza dal titolo “La storia del Marchesato di Clavesana”.

L’incontro, condotto dal giornalista e divulgatore storico-culturale Andrea Carnino, ha proposto un viaggio nella storia di una delle dinastie che hanno avuto un ruolo significativo nelle vicende del territorio ligure e piemontese.

Nel corso dell’esposizione, Carnino ha ripercorso le origini della casata, la nascita e il consolidamento del potere dei Marchesi di Clavesana, arrivando allo sviluppo del ramo di Rezzo e ai legami storici che hanno attraversato i secoli fino ai giorni nostri. Un racconto che ha permesso di ricostruire anche l’estensione dei territori riconducibili al marchesato.

Un percorso che, nella ricostruzione del relatore, può essere idealmente suddiviso in diverse fasi, dalle origini al consolidamento del potere fino alle vicende che hanno portato la memoria della casata fino all’epoca contemporanea.

La presenza dei Clavesana sul territorio è stata inoltre approfondita attraverso le testimonianze materiali lasciate dalla casata.

“I Marchesi di Clavesana, come li definisco io, sono stati dei costruttori.” spiega Carnino. Hanno fatto edificare tantissimi castelli, come quello di Castelvecchio di Rocca Barbena, quelli di Andora, Rezzo e Stellanello nel XII secolo, quelli di Cervo e Zuccarello tra il XII e il XIII secolo e quello di Ortovero nel XIII secolo. Difficilissimo elencarli tutti. Tantissimi manieri che recano e sono impregnati della loro memoria”.

A parlare del rapporto tra la ricostruzione storica e la necessità di tramandare questa memoria è stato anche Fabrizio Fabiani, che impersona Oddone II di Clavesana ed è presidente del Gruppo Storico Clavesana.

“Come diceva sempre mio avo, bisogna sempre tramandare e ricordare e questo è l’importante.” dice Fabiani “Noi cerchiamo di tramandare e ricordare quello che comunque i nostri avi hanno fatto, indegnamente sicuramente, però proviamo a trasmettere quello che comunque ci hanno lasciato”.

Fabiani ha sottolineato anche la necessità di leggere le vicende del passato tenendo conto del contesto storico nel quale si sono sviluppate.

“Noi dobbiamo sempre guardare la storia con un occhio di riguardo, nel senso che quello che per noi oggi può essere una cosa che non va assolutamente bene, all’epoca era normale, anzi, e quindi bisogna sempre contestualizzare il periodo. Ma, indubbiamente, in un periodo in cui le leggi non esistevano quasi più, dopo la caduta dell’Impero romano, in un periodo in cui vigeva la legge del più forte, i Clavesana, nel bene o nel male, hanno rappresentato anche questo”.

Nel suo intervento ha quindi ricordato anche i conflitti che hanno segnato la storia della casata e il progressivo ridimensionamento del suo potere. “Le guerre che hanno fatto con Andora, sempre, continuamente, stragi, omicidi per rivendicare o per imporre la loro idea. A volte è andata bene, a volte è andata male. Genova, molto più forte, ha imposto e quindi ha, alla fine, conglobato, preso e portato via quelli che erano i loro possedimenti. Questa è la storia che gira, che cambia. Il più forte è sempre quello che ha dettato la legge, quello che anche ha scritto. Le cose bisogna sempre un po’ guardarle anche da altri punti di vista”.

La conferenza ha rappresentato anche l’occasione per anticipare anche un progetto che Carnino e Fabiani intendono sviluppare nei prossimi mesi: un libro dedicato alla storia del Marchesato di Clavesana.

“Questa è una storia che va tramandata perché io e il Marchese Oddone II, Fabrizio Fabiani, abbiamo un progetto di scrivere un libro sulla storia del Marchesato di Clavesana, con il contributo del Centro Storico di Silvio Pellico e con il mio amico Marco Margherita, editore. In questo libro almeno una pagina sarà dedicata a un Comune che faceva parte del Marchesato di Clavesana. È una grande impresa dalla quale noi ci apprestiamo a partire.” ha concluso Carnino, anticipando inoltre un nuovo appuntamento previsto nel borgo nella prima domenica di febbraio 2027, quando verranno ricordate le origini dei Grimaldi e la figura di Antonio Grimaldi, podestà di Diano nel 1472 e nel 1482.

Diano Castello che meno di un anno fa è peraltro stata inclusa nei “Siti Storici Grimaldi di Monaco”.
Pochi mesi prima vi era stato incluso anche il Comune di Cervo.