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Gli storici Cantieri Sangermani sono tra i protagonisti della 40esima edizione del Raduno di Vele d’Epoca di Imperia. Tra le numerose imbarcazioni d’epoca che portano la firma dello storico cantiere ligure c’è anche Artica II, oggi della Marina Militare Italiana, che ha scelto Imperia per festeggiare i suoi 70 anni di vita sul mare.

Una storia, quella dei Sangermani, che affonda le proprie radici 130 anni fa e che nasce, secondo il racconto della famiglia, dal desiderio di un bisnonno di costruire una barca per il proprio figlio.

“Il figlio nasceva nel 1896 e si racconta che lì sia la prima data in cui il nonno ha iniziato a costruire”, spiega Giacomo Sangermani. “Poi, da lì, chiaramente ha costruito anche per gli amici e poi, spostandosi in un cantiere vicino che ci appoggiava, che ci dava la possibilità di appoggiarsi, hanno cominciato a costruire barche un po’ più grandi. Quando poi i due figli sono cresciuti, il primogenito Cesare, mio nonno, e suo fratello Piero hanno iniziato la vera e propria cantieristica a Rapallo”.

La storia dei cantieri prosegue quindi attraverso diversi spostamenti, fino all’approdo definitivo nella zona di Lavagna.

“Poi da Rapallo abbiamo girato un po’, ci siamo spostati a Riva Trigoso durante la guerra e, dopo la Seconda guerra mondiale, stufi di girare, hanno cercato un luogo dove fermarsi. Lavagna è stata scelta per gli spazi che aveva e per la possibilità di essere vicini al mare”, afferma Sangermani.

I 70 anni di Artica II

A Imperia, accanto alla storia dei Cantieri Sangermani, si celebra anche un importante anniversario: i 70 anni di Artica II, imbarcazione costruita dallo storico cantiere.

“È una barca molto importante, progettata da mio padre. Amichevolmente piaceva chiamarla ‘da tre pazzi’, che erano Illingworth, Giles e Primrose, costruita chiaramente da noi”, racconta Sangermani. “Era una barca molto particolare, molto speciale. Aveva già delle strutture interne di metallo, che era una cosa particolare per l’epoca”.

Tra i ricordi legati alla costruzione e al varo dell’imbarcazione c’è anche un episodio rimasto particolarmente impresso nella memoria della famiglia.

“L’aneddoto un po’ che a me fa sempre sorridere e che ricordo con piacere è che il nonno, persona molto dura, che aveva fatto la Prima guerra mondiale sul fronte e quindi era una persona che aveva visto cose che pochi hanno visto nella loro vita, si era commosso durante il varo dell’Artica Seconda. E non credo che mio padre l’abbia mai visto piangere in tutta la sua vita”, commenta.

Oggi Artica II batte la bandiera della Marina Militare Italiana ed è utilizzata anche per la formazione degli equipaggi.

“È stata la seconda barca costruita da noi per la Marina Militare. La prima era stata l’Emboticelo, che purtroppo poi, per vicissitudini, è stata demolita, una barca bellissima. E poi la Stella Polare, che è stata la terza e ultima barca costruita direttamente per la Marina, progettata da Stevens, una barca famosa che non ha bisogno di nessuna presentazione, una barca meravigliosa”, dichiara Sangermani.

La Marina Militare celebra Artica II a Imperia

Ai festeggiamenti per i 70 anni di Artica II partecipa anche il contrammiraglio Roberto Bontazzi Schenone, direttore dello Sport Velico della Marina Militare.

“Siamo particolarmente contenti di essere qui a festeggiare, anche perché, ripercorrendo la storia di questa barca, capiamo che nel 1956, quando fu progettata e realizzata, era una barca assolutamente all’avanguardia per le tecnologie costruttive, per i profili di scafo e di vele”, sottolinea il contrammiraglio. “Era destinata a vincere. Infatti vinse immediatamente alcune regate d’altura oceaniche contro barche molto più grosse di lei”.

“La stessa barca poi è continuata a vivere all’interno della Marina e oggi è diventata una barca a scuola. La utilizziamo come barca per la formazione dei nostri equipaggi e continuiamo a farla girare per i circuiti delle vele d’epoca, in particolare qui a Imperia, che per noi rimane comunque la sosta immancabile e alla quale non si può rinunciare, perché da anni in anni è diventata sempre più bella”, dice. “Per quanto la tecnologia di oggi ci consenta di navigare su navi enormi, ipertecnologiche, con migliaia di cavalli di potenza, andare in barca a vela rimane tutt’oggi il modo migliore per imparare ad andare per mare”.

“Si è costretti a vivere in prima persona, sulla propria pelle, l’esperienza del mare e del vento e quindi chi impara a navigare sulle barche a vela poi diventa un buon marinaio. E questo per noi è obbligatorio”, conclude il contrammiraglio.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Giacomo Sangermani e Roberto Bontazzi Schenone. Riprese e montaggio a cura di Ornella Forte.