Confindustria Imperia si prepara a celebrare i 100 anni di attività, un secolo nel quale l’associazione ha accompagnato l’evoluzione economica e produttiva del territorio. Un percorso attraverso la storia dell’associazione e delle imprese del Ponente ligure, per raccontare trasformazioni, protagonisti e sfide che attendono il tessuto imprenditoriale provinciale.
Tra le aziende che hanno attraversato generazioni e cambiamenti c’è Strescino Srl, realtà imperiese la cui storia affonda le radici nel 1921. Arrivata oggi alla quarta generazione, l’azienda ha mantenuto il vetro come elemento centrale della propria attività, specializzandosi nella distribuzione di contenitori in vetro destinati al settore alimentare e consolidando nel tempo un forte legame con il territorio.
La storia della Strescino è anzitutto una storia di famiglia, che dura da più di cent’anni. Le origini della ditta risalgono al vecchio Salvatore “Strexino”, classe 1896, padre di Pasquale, che fonda insieme alla moglie Maddalena Bruzzone l’omonima “Strescino Salvatore”. È il 27 luglio 1921 e il luogo prescelto è un piccolo fabbricato in via Caramagna 20, oggi via Giuseppe Airenti, nella prima periferia di Porto Maurizio.
In quegli anni la ditta si occupa principalmente di commerciare damigiane per l’olio d’oliva, provenienti perlopiù dalle grandi vetrerie del savonese, in primis Altare. Le compra, impaglia e rivende come prodotto finito in tutto il Ponente. Salvatore e Maddalena, che ancora lavorano da soli, si dedicano anche alla realizzazione di cesti in vimini, adattandosi alle richieste del mercato locale.
Dieci anni dopo la fondazione, la Strescino ha acquisito un’identità più matura, legata al nuovo mondo dell’imballaggio, infatti l’attività viene registrata come “rivestitura di damigiane”. “Strexin” si muove sul territorio con un carro a cavalli, con cui percorre l’imperiese e le strade dell’entroterra. Nel 1931, c’è però un brusco cambiamento in ditta, a seguito della morte precoce di Maddalena, avvenuta il 25 aprile 1931. Salvatore è ancora giovane e cerca una nuova compagna di vita, con cui condividerà anche tanti sacrifici e soddisfazioni in seno alla Strescino. Infatti, si risposa con Libera Caramello, detta Albina, classe 1907, che lo accompagna con pazienza nei giorni duri della guerra. Nel giugno 1951 Salvatore rifonda la ditta, che resta fedele alla sua vocazione artigiana, ma progredisce per competenze e professionalità, anche grazie al sapiente lavoro di Albina. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Albina prosegue con coraggio l’attività, affiancata dall’allora giovanissimo figlio Pasquale, nato nel 1944.
Dai primi anni Settanta Pasquale è affiancato da una donna di intelligenza sveglia e rare capacità professionali: è allora che si
sposa con Loredana Brizio, più giovane di lui di un anno. Dal matrimonio nascono due figli, Sara e Paolo, nati rispettivamente nel 1974 e 1976.
La metamorfosi della Strescino raggiunge il suo compimento con la svolta del 2000, quando si sposta dalla sede storica ai fabbricati dell’ex Consorzio agrario interprovinciale, in via Caramagna 190, dove si trova tutt’oggi. Dal punto di vista commerciale, oggi la Strescino si muove essenzialmente in due ambiti, il “food”, ovvero vasi e bottiglie per cibi pronti e conserve, e il “wine”, cioè bottiglie per il vino. Il pacchetto clienti è costantemente in crescita e la fornitura copre ormai l’intera Liguria, dalla costa all’entroterra alla vicina Costa Azzurra.
Il vero punto di forza della storia della Strescino è però la capacità di anticipare i cambiamenti. E questo è stato possibile anche grazie al supporto di Confindustria Imperia. Un riconoscimento importante è arrivato con il Cribis Prime Company, attribuito alle aziende caratterizzate da un elevato livello di affidabilità economico-commerciale.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa all’amministratore delegato Paolo Strescino. Riprese e montaggio a cura di Ornella Forte.







