Dopo le perplessità espresse nelle scorse settimane sul regolamento del ‘Presidio Amico‘, l’iniziativa del Comune di Imperia pensata per impiegare collaboratori civici nel monitoraggio di parchi pubblici e aree scolastiche, questa mattina i consiglieri comunali di minoranza del Pd Ivan Bracco, Daniela Bozzano e Loredana Modaffari, insieme al consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lucio Sardi, hanno incontrato il Prefetto di Imperia, Antonio Giaccari. Al termine dell’incontro ai nostri microfoni sono intervenuti Loredana Modaffari e Lucio Sardi.
Presidio amico
Le parole di Loredana Modaffari
“Siamo estremamente soddisfatti e grati al Prefetto, che si è dimostrato di grande disponibilità – ha dichiarato Loredana Modaffari al termine dell’incontro –. Abbiamo trascorso circa un’ora parlando di diversi argomenti, per poi concentrarci sul motivo della riunione che avevamo richiesto, ovvero il ‘Presidio Amico’”. Secondo quanto riferito dalla consigliera, il Prefetto avrebbe approfondito la questione sotto il profilo normativo, acquisendo documentazione e regolamenti adottati in altre realtà italiane e chiedendo anche pareri al Ministero.
“Abbiamo trovato convergenza sul fatto che siamo tutti d’accordo su una formazione di questo genere, che possa fornire un supporto e un maggiore senso di sicurezza alla popolazione – ha proseguito Modaffari –. Il punto è però trovare un corretto inquadramento, perché la figura individuata in questo momento dal nostro Comune è una figura ibrida, che non rientra né in una categoria né nell’altra. Per questo riteniamo che il regolamento debba essere rivisto”.
Il compenso
Tra le principali criticità sollevate dalla minoranza vi è quella relativa alla previsione di un compenso per i collaboratori civici. “Come sappiamo è stata prevista una retribuzione per questa figura, non un semplice rimborso spese destinato a un’associazione – ha evidenziato Modaffari – e questo comporta una serie di problematiche anche di carattere fiscale. Si tratta quindi di una figura che, a nostro avviso, non è stata correttamente individuata” Il Prefetto, nell’ambito delle proprie competenze, non può pronunciarsi sulla legittimità del regolamento comunale, ma avrebbe manifestato disponibilità ad approfondire le criticità emerse e a confrontarsi con le istituzioni competenti.
“Nella sostanza ci ha ribadito di trovare l’iniziativa assolutamente condivisibile – ha spiegato la consigliera –. Probabilmente farà una segnalazione al Comune sulle criticità evidenziate. Ci ha inoltre riferito di essersi confrontato anche con le altre forze di Polizia per comprendere quale possa essere un corretto inquadramento della figura”.
La richiesta della minoranza resta quindi quella di intervenire sul regolamento approvato dal Consiglio comunale. “Per noi l’idea va bene, ma va ricondotta all’interno della corretta cornice normativa – ha concluso Modaffari –. Auspichiamo che il Comune assuma un’attività in autotutela e ritenga eventualmente di annullare o quantomeno modificare la struttura che ha dato in questo momento al progetto”.
Le parole di Lucio Sardi
Sulla stessa linea il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lucio Sardi, che ha ribadito come l’opposizione non sia contraria a iniziative di volontariato e sostegno alla sicurezza, ma contesti gli strumenti individuati dall’amministrazione. “Il principio è che non siamo contrari a forme di volontariato e di sostegno anche alla sicurezza, ma queste devono essere realizzate senza utilizzare strumenti inappropriati come quelli adottati dal Comune – ha dichiarato Sardi –. Definire volontari persone che poi ricevono un compenso a tutti gli effetti comporta una serie di problemi. Anche il mancato corretto inquadramento all’interno della normativa che riguarda questo tipo di attività è una questione che abbiamo sollevato”. Durante l’incontro, il Prefetto avrebbe illustrato ai consiglieri gli approfondimenti e le interlocuzioni in corso con il Ministero.
“Per noi questo è importante – ha aggiunto Sardi –. Vedremo se l’amministrazione vorrà cogliere positivamente queste problematicità e interverrà per modificarle. Diversamente, quello che è stato portato in Consiglio comunale presenta problemi rilevanti, non solo per la distanza tra quanto comunicato e quello che sarà concretamente il servizio, ma anche per i rischi e le responsabilità che potrebbero ricadere sulle persone coinvolte”.
Un altro aspetto sottolineato dal consigliere riguarda proprio la chiarezza dei ruoli e delle condizioni nelle quali i collaboratori sarebbero chiamati a operare. “Non vogliamo creare una situazione nella quale ci sia poca chiarezza sui ruoli e sulle condizioni in cui queste persone vengono chiamate a svolgere questo incarico – ha proseguito –. La nostra è stata un’attività collaborativa con le istituzioni, non ostruzionistica e non di contrarietà assoluta, perché l’interesse a realizzare interventi sulla sicurezza esiste”.
Sicurezza
Sardi ha infine allargato il ragionamento al tema più generale della sicurezza e del degrado urbano. “Bisognerebbe intervenire anche sulle origini del degrado, sulla povertà diffusa e sulle persone senza tetto che vivono in condizioni difficili. Non sono soggetti che possono essere semplicemente cancellati. Il nostro approccio è diverso: bisognerebbe investire risorse non in quelli che riteniamo finti rimborsi spese, ma in azioni sociali capaci di affrontare questi problemi. In questo modo si interverrebbe anche concretamente sugli aspetti della sicurezza e del degrado cittadino”.
La minoranza, dunque, ribadisce la propria posizione: non una contrarietà al principio del ‘Presidio Amico’, ma la richiesta di rivederne l’impianto, individuando una forma organizzativa e normativa che consenta di portare avanti il progetto senza lasciare zone d’ombra sull’inquadramento e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Modaffari e Sardi.







