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Si chiude con un bilancio più che positivo la tredicesima edizione del “Bordighera Book Festival“. Il trasferimento ai Giardini Löwe, scelti come nuova casa della rassegna, ha raccolto il consenso degli amministratori, degli organizzatori e soprattutto del pubblico. “È stata un’edizione bella e molto indovinata, merito della sindaca, che ha avuto l’intuizione di trovare una sistemazione più centrale, con offerte alternative alla sola presentazione dei libri. Il successo è stato molto significativo e l’investimento si è rivelato molto proficuo”, ha detto il vicesindaco di Bordighera Giuseppe Trucchi, responsabile della manifestazione.

Per la sindaca Marzia Baldassarre, il risultato ha superato le previsioni: “Un esito davvero molto positivo, al di sopra delle più rosee aspettative. Abbiamo deciso di trasferire il Festival ai Giardini Löwe perché è un luogo rappresentativo e iconico di Bordighera, capace di raccogliere diverse generazioni”.

Il programma ha coinvolto bambini, giovani e adulti, attraversando generi e linguaggi diversi. “La caratteristica principale di quest’anno è stata abbracciare due grandi anime: quella della memoria e dell’identità. Abbiamo dato valore agli autori locali, importantissimi per custodire la memoria e la storia di Bordighera, e a grandi autori nazionali come Paolo Mieli, Alice Basso, Giuseppe Conte e Piergiorgio Odifreddi“, sottolinea il primo cittadino.

Dalla narrativa alla storia, dalla poesia alla musica, il Festival si è trasformato in un ampio spazio di incontro. “C’è stata una varietà di interessi: un grande spazio di aggregazione”, aggiunge la sindaca.

“Riscontri eccellenti, sguardo al prossimo anno”

La manifestazione è partita giovedì con l’incontro dedicato a Paolo Mieli e al suo libro “Il grande inganno della guerra”. “Poi ci sono state tantissime altre presentazioni letterarie”, racconta Paola Savella di Espansione Eventi, organizzatrice logistica dell’evento.

Pur essendo la tredicesima edizione, quella appena conclusa è stata la prima nella nuova location. Una formula vincente che ha già gettato le basi per il futuro. “Dopo aver toccato con mano questa esperienza, stiamo aggiungendo e spostando nuove idee e nuove collocazioni. Abbiamo già fatto dei pensieri sull’anno prossimo”, anticipa Savella.

I riscontri, conclude l’organizzatrice, sono “assolutamente eccellenti” da parte di autori, visitatori e case editrici. “È un giardino bello, che dà pace e raccoglie tutte queste cose insieme. Ci ha permesso di aggiungere alle presentazioni una parte importante dedicata ai bambini e ai ragazzi, oltre a incontri letterari di ampio respiro nazionale che fanno veramente bene al Festival”, ha concluso Savella.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Trucchi, Baldassarre e Savella.