Recuperare la produzione di energia e affrontare gli effetti della siccità. Sono alcuni degli obiettivi sui quali l’amministrazione di Mendatica intende lavorare nei prossimi anni, con l’idea di rafforzare l’autonomia e la sostenibilità del territorio.
Uno dei progetti principali riguarda l’idroelettrico. Le alluvioni degli anni scorsi hanno infatti provocato la perdita di due centrali che rappresentavano anche una fonte importante di entrate per il bilancio comunale: una si trovava a Monesi, l’altra in località Mulino, a valle del paese.
Produzione di energia elettrica sostenibile
“Mendatica è sempre stato un Comune che ha puntato sull’energia alternativa”, spiega il sindaco Graziano Floccia. “Su questo l’amministrazione e i cittadini di Mendatica non si sono fermati. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare a un bando per la progettazione di una nuova centralina sotto Mendatica, per la quale oggi deteniamo l’autorizzazione e anche l’autorizzazione all’emungimento per produrre energia elettrica. Stiamo lavorando per realizzarla, ovviamente con la ricerca di finanziamenti, perché parliamo di milioni di euro. Però vogliamo arrivare a quello, perché vogliamo tornare a essere un Comune sostenibile anche sotto questo aspetto”.
Nel frattempo, un altro intervento energetico è già stato realizzato sull’edificio comunale. “Abbiamo realizzato due impianti fotovoltaici da 17 kilowatt, per cui stiamo producendo energia elettrica”, racconta il primo cittadino. “In questo momento non la compriamo da Enel, ma ce la stiamo producendo e questo per noi è importante, perché significa tutela del territorio, tutela dell’ambiente e tutela delle bellezze naturali”.
Siccità e nuovi invasi
A incidere sulle prospettive del territorio è anche la disponibilità di acqua. La rete degli acquedotti destinati all’uso potabile, afferma il sindaco, non ha registrato particolari criticità, anche grazie agli interventi di manutenzione e potenziamento effettuati negli ultimi anni. Il problema si è manifestato soprattutto nelle aree di pascolo, dove la scarsità delle precipitazioni estive ha reso necessario intervenire sulle fonti di approvvigionamento, per garantire l’acqua ai due alpeggi presenti sul territorio, che ospitano complessivamente oltre 150 capi.
“Abbiamo dovuto realizzare dei pozzi a 2mila metri di altezza, perché le fonti non davano più neanche una goccia d’acqua. Si è forata la montagna a profondità considerevoli, perché parliamo di 70 e 80 metri, e riusciamo comunque a emungere per garantire questa sostenibilità”, sottolinea Floccia.
Sul fronte della gestione dell’acqua, l’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia sta inoltre lavorando all’ipotesi di realizzare nuovi invasi.
“Hanno una duplice funzione. Intanto quella antincendio: fortunatamente non siamo stati toccati, anche se abbiamo avuto due o tre incendi sui vari territori dell’Unione dei Comuni. Gli incendi quest’anno hanno veramente afflitto tantissimo il nostro territorio nazionale e le nazioni limitrofe. L’idea è quella di realizzare degli invasi con questa duplice funzione, sia irrigua sia antincendio. E comunque dagli invasi si può produrre anche lì di nuovo dell’energia. L’idea è quella di mettere a regime e a rete tutto questo sistema”, conclude.
L’intervista completa al sindaco Floccia nel vide servizio a inizio articolo.







