luciano zarbano imperia senza padroni

Molti cittadini si sono rivolti al Gruppo Consiliare Imperia senza Padroni per comprendere cosa cambierà dopo l’approvazione delle nuove tariffe TARI. Nel presentare il provvedimento per il 2026, l’assessore aveva ricordato che, considerando il periodo dal 2022 a oggi, la tassa sui rifiuti è diminuita. Il dato può essere corretto, ma non esaurisce la questione: rispetto al 2025, infatti, un aumento concreto ci sarà. È quindi necessario spiegare ai contribuenti come possano coesistere due informazioni apparentemente contraddittorie: la TARI può essere diminuita nel confronto con il 2022 e, nello stesso tempo, aumentata nel passaggio dal 2025 al 2026.

“Nell’ultima seduta di luglio il Consiglio Comunale era stato chiamato ad approvare le tariffe per il nuovo anno”, afferma il consigliere Luciano Zarbano. “Per valutarne gli effetti è quindi indispensabile confrontarle anche con quelle applicate nel 2025”. Nel 2025 il gettito TARI previsto ammontava a 12.864.744 euro. Nel 2026 salirà a circa 13.781.130 euro: oltre 916 mila euro in più, pari a un incremento del 7,1%. Ciò non significa che ogni contribuente subirà automaticamente un aumento del 7,1%, perché l’importo della bolletta dipende dalla superficie dell’immobile, dal numero degli occupanti, dalla categoria dell’attività e dalle eventuali agevolazioni. Il dato dimostra però che, complessivamente, nel 2026 il Comune prevede di riscuotere dai contribuenti una somma sensibilmente superiore rispetto all’anno precedente.

Per le famiglie cambierà la composizione della tariffa. Per le utenze domestiche la TARI è formata da una quota fissa, calcolata sulla superficie dell’abitazione, e da una quota variabile, determinata in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Nel 2026 la quota fissa per metro quadrato diminuirà di circa il 29%, mentre quella variabile aumenterà sensibilmente: dal 42% per le famiglie più numerose fino al 76% per le utenze con un solo occupante. L’effetto finale, pertanto, non sarà uguale per tutti, ma dipenderà dalla combinazione tra la superficie dell’abitazione e il numero dei componenti. La riduzione della quota fissa potrà attenuare l’aumento per alcuni immobili di maggiore superficie, mentre la crescita della parte variabile inciderà maggiormente su altre tipologie di utenza.

Aumenti per quasi tutte le attività economiche. Il confronto tra le tariffe del 2025 e quelle del 2026 evidenzia incrementi nella quasi totalità delle categorie non domestiche, generalmente compresi tra il 7% e il 9%. Per gli uffici e le agenzie l’aumento sarà del 7,9%, per i negozi di abbigliamento del 7,2%, per gli alberghi con ristorante dell’8,5%, per i ristoranti e le pizzerie del 7,7%, per i bar del 7,9% e per i supermercati dell’8,4%. L’incremento più rilevante riguarderà i banchi di mercato di beni durevoli, per i quali la tariffa crescerà di circa il 27%. Restano invece invariate le tariffe relative allo specchio acqueo e alle aree scoperte del porto.

L’appuntamento con il conguaglio sarà a dicembre. Le nuove tariffe saranno applicate con il saldo di fine anno. Sarà quindi soprattutto con il conguaglio finale che famiglie e attività economiche vedranno concretamente gli effetti degli importi approvati dal Consiglio Comunale.

“Il confronto con il 2022 può essere utile per descrivere l’andamento della TARI nel lungo periodo, ma non può sostituire quello con il 2025”, conclude Zarbano. “Rispetto allo scorso anno il gettito aumenterà di oltre 916 mila euro e quasi tutte le attività economiche avranno tariffe più alte. Se per l’Amministrazione l’aumento sarà paragonabile al costo di un caffè al mese, resta comunque un conto da 916 mila euro in più, pagato dai contribuenti. Il nostro compito è offrire un’informazione completa, mettendo sul tavolo i numeri, quelli reali, non le tazzine da caffè”.