Tensioni, rilievi procedurali e il nodo strategico degli svincoli. Il Consiglio comunale monotematico di Sanremo sulla variante dell’Aurelia bis si è spaccato attorno al futuro dell’opera infrastrutturale.
L’assise, convocata a Palazzo Bellevue su richiesta delle minoranze, è giunta a margine di settimane di polemiche e documenti emersi su un presunto avallo del Comune al taglio delle uscite intermedie. Un clima teso, con in aula anche diversi cittadini appartenenti ai comitati di quartiere, ha fatto da cornice alla seduta, preceduta dalla conferenza dei capigruppo con il sindaco Alessandro Mager e l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Donzella. Al centro dell’incontro la definizione dell’ordine del giorno della coalizione di governo, con la richiesta ad Anas, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla struttura commissariale di ripristinare i raccordi in località C2 e in via Padre Semeria-Bonmoschetto, previsti dalla cosiddetta “soluzione E”, approvata nel 2023 durante l’amministrazione di Alberto Biancheri.
L’opposizione ha incalzato la Giunta sui contatti romani con il Mit.
Daniele Ventimiglia (Lega) ha ricostruito l’iter partendo dagli accordi con i comitati di quartiere: “Chi ha deciso la cancellazione degli svincoli? Il Ministero? Il viceministro? Anas? Noi, interloquendo con Anas? Questo è il punto essenziale. Se lo abbiamo fatto noi è gravissimo, perché nessuno, fra consiglieri e cittadinanza, è stato avvertito. Se fosse stata presa da Anas sarebbe ancora più grave, perché si vede la debolezza politica del Comune. Stasera è dirimente capire cosa è successo negli incontri romani avvenuti. Una decisione ministeriale o del Comune?”, rileva il consigliere.
Ad alimentare il dibattito sono giunte le citazioni documentali di Antonino Consiglio (Fratelli d’Italia), secondo le quali il Comune avrebbe accettato che fossero tolte le uscite di Sanremo Centro per tenere solo Cava Cangiotti.
“Qual è la verità? I comitati sono per l’Aurelia, ma concordata con il Consiglio comunale”, dice il consigliere di minoranza. “Non va concordata fra pochi. Vi chiedo di fare chiarezza. Questi documenti testimoniano che a Roma eravate d’accordo per un’unica uscita”.
Sul tema della sicurezza e della funzionalità si è espressa Elisa Balestra: “Premessa fondamentale e chiara: siamo favorevoli tutti all’Aurelia bis. Un’opera non rinviabile. Proprio perché ci crediamo, riteniamo doveroso discuterne con attenzione, perché il punto è farne una realmente utile. Il suo obiettivo deve essere decongestionare Sanremo. È venuto meno lo svincolo Sanremo Foce in collegamento con via Padre Semeria. Deve avere punti di collegamento adeguati. Rischiamo di avere un’infrastruttura importante, costosa e complessa, ma depotenziata. Immaginiamoci la bis fra Arma di Taggia e Borgo: sarebbe inutile. Sarebbe un’arteria che attraversa il territorio senza servirlo. È anche un problema di sicurezza: un’ambulanza deve poter rientrare e uscire facilmente dalla rete viaria cittadina. Non è solo un ragionamento politico, ma tecnico”.
Le dinamiche urbanistiche sono state richiamate da Marco Damiano: “Vogliamo tutti la migliore soluzione. Se è La Foce, non serve uscire a metà o in via Padre Semeria. Serve che scenda in pieno centro Foce. Quell’uscita che qualcuno aveva ipotizzato e per cui qualcuno vuole mantenere le bretelle, e se la canta e se la suona, è una cosa dalla quale prendo le distanze. Spero tutti ci saremo. Sanremo Foce è sul Puc, non è inventata a posteriori. Se qualcuno vuole fare insediamenti immobiliari, ceda il suo terreno. Non è sovrana la Giunta, ma il Consiglio comunale”.
Perplessità sulla classificazione viaria sono state avanzate da Patrizia Badino: “Se ho capito bene, con questa variante diventerebbe una strada urbana di tipo C, venendo declassata da tangenziale. Non possiamo isolare i quartieri. Chiediamo la revisione del progetto e che il Comune dica un no chiaro alla versione ridotta dell’opera. Che il sindaco difenda i finanziamenti senza accettare tagli”.
A fronte dei rilievi delle minoranze e delle istanze sollevate anche da partiti e movimenti quali Sanremo al Centro, Partito democratico (con le posizioni del segretario uscente Gianni Salesi) e Generazione Sanremo, l’amministrazione ha chiarito la propria posizione.
Il primo cittadino Mager ha precisato che l’incontro svolto a Roma il 23 luglio aveva natura informale e non decisoria, evidenziando che l’ipotesi priva di svincoli non è mai stata trasmessa formalmente agli uffici del dirigente all’Urbanistica Giambattista Miceli.
“Si è trattato di un confronto meramente informale, privo di verbale o di valore decisionale”, ha specificato il sindaco, smentendo le ricostruzioni secondo cui la Giunta avrebbe avallato il tracciato in autonomia. “Né io né l’assessore avevamo o rivendicavamo la legittimazione per stabilire la variante definitiva. Anas ha probabilmente interpretato un dialogo conoscitivo per un passaggio deliberativo, che per legge non poteva essere tale”.
L’azione dell’amministrazione si sarebbe quindi limitata a richiedere la mitigazione delle opere a impatto paesaggistico, come il viadotto in strada Bonmoschetto, a seguito delle osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
La Giunta ha ribadito che la sede formale e vincolante sarà la Conferenza dei servizi.
Il dibattito ha portato alla presentazione di tre distinti ordini del giorno da parte dei gruppi consiliari. L’aula ha infine accolto la proposta di sospensione dei lavori per valutare la stesura di un documento unico e condiviso da sottoporre al voto definitivo dell’assemblea.
Accordo che non viene trovato, riaccendendo le polemiche tra le forze sulla gestione del tracciato e delle relative uscite.
“Non dite i vostri pensieri e vi nascondete?”, attacca Damiano dai banchi della minoranza. “Siete la maggioranza, fatevi sentire. La gente deve sapere cosa ci diciamo, non deve essere secretato. Mi avete deluso, la Giunta fa quello che vuole”.
Sulla stessa linea critica l’intervento di Elisa Balestra: “Voi avete già presentato di fatto un progetto”, afferma l’esponente dell’opposizione. “Mi spiega come potrebbe essere condivisibile un ordine del giorno così specifico in una situazione odierna?”.
Rilievi procedurali sono giunti anche da Daniele Ventimiglia e Massimo Rossano, il quale invita a non commettere “un passo falso” davanti ad Anas e ai tavoli romani.
Di diverso avviso la maggioranza, decisa a presentarsi con un piano dettagliato alla Conferenza dei servizi.
“L’Aurelia va fatta per la città”, dichiara Luca Marvaldi di Anima, “e sono certo che il sindaco sarà capace di fare di tutto per ottenere la miglior soluzione possibile”.
Alessandro Marengo presenta l’ordine del giorno della maggioranza. “Siamo in un territorio spezzato in due”, dichiara Marengo. “L’ordine del giorno che avete presentato era incentrato sulla mancanza dei due svincoli. Proprio perché, ripartendo dal Borgo e facendo la zona ponente, in base a quanto emerso, c’è questo progetto latente che deve ancora fare l’iter che prevede meno svincoli. Da qui il monotematico. Se noi ripartiamo da un progetto, quello che arriverà alla Conferenza dei servizi, con che progetto ci arriviamo? Parlare di un generico progetto con due uscite non è corretto. Il rischio, lo ripeto, è che arriviamo a un progetto che non piace a nessuno. L’importante è che ci sia una base composta da due svincoli e l’intervento della seconda commissione”.
Tranchant la replica dell’opposizione, che ha rimarcato l’assenza di un reale percorso di intesa.
“Mi fa sorridere la parola condivisione”, afferma Elisa Balestra. “Se avessimo dovuto scegliere un ordine del giorno che poteva essere condiviso da tutti, era quello che presentiamo noi fra poco, perché generico e perché lasciava la strada aperta a un futuro progetto. Noi abbiamo chiesto un monotematico perché pareva che voi aveste accettato una soluzione senza svincoli. Noi vogliamo gli svincoli, ma non siamo qui per dirvi dove farli, ma per dirvi: andiamo in commissione. Voi avete già presentato di fatto un progetto. Mi spiega come potrebbe essere condivisibile un ordine del giorno così specifico in una situazione odierna dove non dovevano esserci?”.
A rincarare la dose è stato Damiano, durissimo sulle ricadute territoriali degli interventi: “Meglio senza uscite che se la faccia il Comune, piuttosto che devastare le zone”, sottolinea. “Voi volete l’uscita e devastano la zona. Perché un certo insediamento richiede altri servizi e piccoli insediamenti, altri. Ecco perché dico meglio niente. Non sono contro le uscite, ma contro le uscite insensate. Se lo sono, è meglio non averle. Sanremo ha la forza di farsela da sola l’uscita. Io ho parlato con i dirigenti del settore. Lei dice che non ha bisogno di due uscite, sicuramente di una: dite una cosa e ne fate un’altra. Noi rappresentiamo una minoranza che è quasi la metà dei votanti, ci è dovuto. Se un partito nazionale, capitanato da un segretario del mestiere, non è d’accordo su una determinata uscita, me ne vede benissimo un’altra che collega il Solaro con Coldirodi, che è una vita che la chiedono ed è propedeutica per arrivare al centro della Foce. Io devo presentare un ordine del giorno dove mi si dice quello che è stato bocciato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e lo riproponiamo? Spendete 100 milioni in più insistendo sul progetto E”.
Sul metodo adottato dalla Giunta ha espresso perplessità anche Antonino Consiglio: “La condivisione andava fatta prima, non adesso. Questo è il mio pensiero”, osserva. “Dobbiamo uscire con un ordine del giorno perché nei confronti della cittadinanza siamo il Grande Fratello? Non funziona così. Il nostro ordine del giorno è snello. Ringrazio chi ha nominato il senatore Gianni Berrino, che ringrazio. Credo che per un’amministrazione avere un senatore di Sanremo e non essere mai chiamato in causa per questioni così importanti sia offensivo”.
Nel corso del dibattito Rossano ha quindi presentato la mozione firmata congiuntamente con Ventimiglia. “Impegniamo il sindaco affinché venga sostituito l’intento della seconda commissione consiliare allo studio di fattibilità di una soluzione con due svincoli”, spiega Rossano. “Nomina di consulenti e tecnici che possano contribuire gratuitamente al lavoro tecnico della commissione. Lo presentiamo unitamente a Ventimiglia”.
Parallelamente, anche il gruppo di Fratelli d’Italia ha depositato un proprio documento, concepito come testo snello e trasversale da attivare tempestivamente nelle sedi opportune per individuare le soluzioni migliori per gli inserimenti viari.
Dopo le repliche finali, con Damiano che ha ribadito come la maggioranza stesse puntando unicamente sull’ipotesi E e che i testi delle minoranze potessero invece trovare il voto di tutti, non essendo atti tecnici, si è passati alla votazione.
L’aula ha respinto sia la proposta a firma Rossano-Ventimiglia sia quella presentata da Fratelli d’Italia. È stato infine approvato a maggioranza l’ordine del giorno dell’amministrazione.
Alle 22.20 il presidente ha dichiarato chiusa la seduta.
Nel video servizio a inizio articolo le interviste al sindaco Alessandro Mager e alla consigliera d’opposizione Monica Rodà.







