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Oltre 1,3 milioni di euro di importi complessivi interessati dalla Definizione Agevolata dei tributi locali.

È il risultato presentato questa mattina dall’assessore al Bilancio del Comune di Imperia, Monica Gatti, nell’ambito del bilancio dell’iniziativa adottata dall’amministrazione per consentire ai contribuenti di regolarizzare le proprie posizioni relative a IMU e TARI.

Il Comune è stato tra i primi in Italia ad aderire alla misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026, agendo direttamente come ente impositore e disciplinando attraverso un proprio regolamento le modalità di stralcio e sanatoria dei tributi locali.

Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio comunale ad aprile e prevedeva il termine fissato al 31 luglio per presentare le adesioni era stato, con la prima scadenza di pagamento al 30 settembre.

I numeri

Nel periodo di apertura della procedura, oltre 300 contribuenti hanno usufruito del servizio di assistenza messo a disposizione dall’amministrazione per verificare la propria posizione debitoria.

Di questi, oltre il 70% ha successivamente formalizzato l’istanza di adesione, per un importo complessivo di oltre 1,3 milioni di euro. Il 75% della somma, circa un milione di euro, riguarda posizioni TARI, mentre il restante 25%, pari a circa 300 mila euro, è riferito all’IMU. Le annualità interessate vanno dal 2003-2004 fino al 2022.

“Abbiamo voluto dare la possibilità ai contribuenti che avevano una posizione da regolarizzare, ma non riuscivano a farlo, di utilizzare uno strumento che consentisse di mettersi in ordine anche attraverso una diversa modalità di pagamento”, spiega Monica Gatti.

“La risposta che abbiamo ricevuto è buona e soprattutto va nella direzione di creare maggiore equità, perché consente di intervenire su posizioni che altrimenti avrebbero continuato a rimanere aperte”.

Nel quadro presentato dall’assessore, per quanto riguarda la distribuzione delle posizioni, il 59,77% degli importi riguarda contribuenti con debiti fino a 50 mila euro, mentre il restante 40,23% fa riferimento a posizioni superiori ai 50 mila euro.

Tra i soggetti che hanno aderito figurano sia privati sia attività commerciali, comprese imprese individuali e società.

Le nuove modalità di rateizzazione

L’amministrazione collega il risultato della Definizione Agevolata anche alle modifiche introdotte negli ultimi anni sul fronte della riscossione.

Il Regolamento delle Entrate è stato modificato portando da 48 a 60 il numero massimo delle rate e introducendo la possibilità di rateizzare anche sanzioni e interessi.

Sul fronte delle attività commerciali è stata invece eliminata la necessità di presentare una garanzia fideiussoria per accedere alla rateizzazione prevista dal regolamento sul contrasto all’evasione.

“Questi due strumenti si sono dimostrati strategici per il recupero dei tributi locali”, sottolinea Gatti. “Da circa 200 richieste registrate fino al 2024 siamo passati a oltre 400 e nei primi nove mesi del 2026 siamo già a 387. Questo dimostra che le risposte da parte della città arrivano e che i contribuenti hanno a disposizione strumenti per mettersi in regola”.

La maggior parte delle adesioni alla Definizione Agevolata prevede inoltre una forma di pagamento dilazionato.

In particolare, al netto delle posizioni di importo più contenuto, la scelta prevalente è stata quella della rateizzazione fino a 36 mesi. Per il Comune si tratta quindi di un recupero che dovrà essere seguito anche attraverso il completamento dei pagamenti previsti dalle singole posizioni.

Sul risultato economico, l’amministrazione sottolinea inoltre che l’importo di 1,3 milioni di euro rappresenta il valore netto delle somme oggetto di definizione, dopo la riduzione di sanzioni e interessi prevista dalla misura.

Il confronto con il valore originario delle posizioni, comprensivo delle componenti successivamente stralciate o ridotte, va quindi effettuato tenendo conto di questa differenza.

“La volontà dell’amministrazione”, conclude Gatti, “è continuare sulla strada del recupero dell’evasione, utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa e quelli che il Comune può mettere a disposizione dei contribuenti per favorire la regolarizzazione delle posizioni”.