Che brutte mattine. Oggi, per la terza volta le poche edicole rimaste ancora aperte in provincia di Imperia per sempre meno lettori fedeli ai quotidiani parafrasando il titolo del film del regista Mike Leigh “Hard Truths-Scomode verità” in “Scomode situazioni” continuano a gettare nuove e sempre più pesanti ombre su presente e futuro entrando nella cronaca giornaliera locale su due noti personaggi di Sanremo, Ventimiglia, del Ponente, della Liguria. Salvatore Caronia, arrestato per riciclaggio di denaro, si parla di 7 milioni e 500mila euro, per anni ex direttore del casinò di Sanremo e poi, sino pochi giorni fa, brillante direttore generale del casino di San Marino ed il dottor-manager di successo Giuseppe Argirò, accusato di corruzione. Anche lui personaggio molto noto e, per anni, dirigente di CVA, importante “Compagnia della Val D’Aosta dell’Acqua“, indagato per “affair” in Sicilia. Sotto la lente di ingrandimento di magistratura e forze dell’ordine ci sarebbe anche un progetto di una moderna struttura, del costo di 80-90 milioni di euro su un’area di oltre 140 ettari, superfice capace di ospitare 180-190 regolamentari campi di calcio, da realizzare nell’antica e mitica Trinacria, terra dell’Etna, mandorle e limoni.
Ieri Il Secolo XIX di Genova titolava: “Riciclaggio di denaro al Casinò di San Marino. Arrestato Salvatore Caronia. Fu direttore della casa da gioco di San Remo”. La Stampa di Torino: “Il manager Giuseppe Argirò nei guai. Corruzione. Inchiesta della procura di Palermo”. Oggi notizie e titoli ancora più pesanti: “La Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per Argirò. La polizia giudiziaria ha sequestrato cellulari, computer, atti, materiale informatico e foto”. Molti gli indagati eccellenti coinvolti in questa delicatissima inchiesta a partire dall’ex vice Presidente della Sicilia, indagato anche lui per corruzione, l’avvocato Gaetano Armao, di lui è stato chiesto l’arresto, sposato con l’ex capo di gabinetto del Ministro alla Giustizia avvocato Carlo Nordio, la signora Giusy Bartolazzi. Altri nomi? Marco Malacarne Gentile, attuale consigliere d’amministrazione Cva di Aosta, l’avvocato palermitano Pietro Matta, gli imprenditori Sergio Vella (Agrigento), Mario Lupo (Palermo), Luigi Zanda (Castroreale), Benedetto Costanzo (Catania). L’elenco degli indagati è sostanzioso anche per gli imputati del “Caso San Marino-Caronia” emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna.
Giuseppe Argirò ha un curriculum di primordine: classe 1969, laurea in Economia e Commercio, tra le sue varie importanti cariche a livello interregionale è stato “Responsabile Progetti Strategici e Permitting del Gruppo Iren”, attivo soprattutto in Liguria, Piemonte ed Emilia. È passato poi nel Cda-Cva, in qualità di amministratore delegato ha affiancato il direttore generale Enrico De Girolamo ed il presidente Marco Cantamessa. La sua brillante carriera come manager l’ha iniziata a Sanremo ed Imperia dove nel capoluogo del ponente nel 2013, per le sue capacità è stato nominato amministratore unico della Porto di Imperia SPA. È stato pure direttore di Confindustria ed anche al vertice di Area 24, la società che ha realizzato l’intelligente pista ciclabile. Poi Roma gli apre le porte, per Acea si occupò di Progetti strategici. Ora il piano è stato capovolto, di lui si occupa la magistratura di Palermo. La Procura vorrebbe il suo arresto per presunta corruzione. Dopo i vari interrogatori che inizieranno la prossima settimana si saprà se continueranno le indagini a piede libero o se scatteranno gli arresti domiciliari o altro. La situazione pare delicatissima.
Idem per Salvatore Caronia. Qui si sospetta un riciclaggio alle slot del Casinò di San Marino addirittura per 7-8 milioni di euro. Salvatore Caronia a Sanremo ed in Riviera è molto conosciuto. Io stesso per La Stampa anni fa, prima nella sua veste di sindacalista Filsic-Uil (1988-1993), poi come segretario provinciale Uil (1994), infine come direttore amministrativo e finanziario, l’ho intervistato diverse volte. Nel 2009 però ciao Sanremo, fatti due conti Salvatore accetta l’offerta che arriva da Rovereta, via dei Censiti, oggi Repubblica, nei secoli scorsi inizialmente solo 4 cascine, poi diventate Borgo fondato da un giovane Diacono, nato a Loparo nel 275, morto nel 336 di nome Marino, che gli diede il suo nome, diventato poi Santo. Salvatore Caronia abilissimo manager della casa da gioco di Sanremo, guadagnò subito il rispetto degli amministratori, delle autorità degli abitanti e dei croupier della sua nuova casa da gioco-Principato diventandone direttore generale, la carica più alta. Il casinò oggi è noto anche come “Casino di San Marino-Giochi del Titano”, società pubblica.
Nell’inchiesta in corso sono finiti Angelo Muraccini (vice direttore) ed altri personaggi. È stato fatto anche il nome dell’imprenditore Elio Marino e della sua compagna A.C., noti anche nel ponente ligure. Il meccanismo della truffa sarebbe avvenuto attraverso bonifici per operazioni alle slot machines, alla roulette, aziende fantasma, Nelle indagini si parla pure di giri di assegni. Aspettiamo che magistratura e forze dell’ordine facciano tutte le indagini necessarie e se ci sono colpevoli certi, paghino il giusto. C’è già chi parla di sfruttare IA, l’intelligenza artificiale. Dio ce ne scampi e liberi. Preferisco Roberto Benigni che sostiene “La furbizia è la prostituzione dell’intelligenza”.





