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Sarà infine inaugurato sabato 19 settembre a Badalucco, in occasione della Fiera dello Stoccafisso alla baücôgna, il nuovo Museo della Tana Bertrand, uno spazio dedicato alla storia del sito preistorico e alla valorizzazione dei reperti rinvenuti nella grotta.

Si avvia dunque alla conclusione un progetto portato avanti per lungo tempo e che nasce dall’esigenza di rendere accessibile a un pubblico più ampio un sito di grande valore archeologico che per le sue caratteristiche non può essere però visitato liberamente.

“Per noi è un fiore all’occhiello perché siamo finalmente riusciti a creare un’area museale che potrà essere a servizio sia dei turisti, degli avventori di Badalucco, sia soprattutto delle scolaresche del Basso Piemonte, della Lombardia e della vicina Costa Azzurra”, spiega Matteo Orengo, sindaco di Badalucco.

Il museo è stato concepito come uno spazio in grado di raccontare la storia del sito archeologico scoperto nei primi anni del 900 dall’archeologa inglese Grace Mary Crawford. Nel sito vennero recuperati dei reperti sia in termini di manufatti sia in termini di ossa di persone, di uomini preistorici.

Lo spazio si dispiegherà agli spettatori attraverso diversi strumenti, dalla visione dei reperti all’interazione multimediale, fino alla ricostruzione in 3D, con un’attenzione particolare anche alle attività didattiche rivolte alle scuole.

“Siccome questo sito per mille motivi non è accessibile alle persone”, spiega il sindaco, “abbiamo deciso di ricreare in uno spazio che avevamo un museo dove da una parte si potranno vedere dei reperti, dall’altra si potrà interagire in maniera multimediale con la storia e con, diciamo, quello che è la natura della Tana e si potrà anche notare e vedere quella che è la riproduzione della Tana in 3D”.

Un’attenzione particolare è stata riservata alle figure che hanno contribuito alla conoscenza e allo studio del sito.

“Il museo è dedicato a due personaggi, uno è Mary Crawford che è un’archeologa inglese che è colei che per prima è arrivata alla Tana Bertrand, donna straordinaria all’inizio del Novecento, figlia di archeologo e moglie di un archeologo che ha partecipato agli scavi della famosa tomba di Tutankhamon, madre di un premio Nobel per la chimica, quindi un personaggio di altissimo livello e l’altro è Sofo, il capitano Saglietto, personaggio importante della cultura della prima metà del Novecento che anch’esso si è dedicato agli scavi dando un taglio diverso, non solo scientifico ma molto più filosofico e quindi questi due personaggi, un po’ come nell’inferno e nel Paradiso danteschi, accompagnano i nostri visitatori all’interno di questo percorso”, conclude Orengo.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Orengo.